in

Vincent Cassel: «Il mio Gauguin? Un biopic anomalo su un genio folle»

Tahiti, la pittura, l’uomo, la leggenda: l’attore racconta il film, finalmente in sala dal 17 settembre

Vincent Cassel nel ruolo di Paul Gauguin in una scena di Gauguin.

MILANO – «Mi sono fatto crescere la barba. Ho perso peso. Ho messo denti finti. Gauguin stava morendo di fame e io dovevo diventare come lui». Dopo un lungo viaggio, dopo essersi smarrito e ritrovato, grazie a Draka – che distribuisce in collaborazione con Conform e Prism Consulting – arriva ora finalmente in sala Gauguin, biopic in cui Vincent Cassel interpreta il grande pittore francese in un film uscito in Francia addirittura tre anni fa. «Gauguin è nato mescolando la mia fantasia e la realtà. Ho inventato anche un’andatura per lui. L’ho costruito passo dopo passo», riflette Cassel, che in Francia è appena uscito in sala con un altro film, Le bonheur des uns di Daniel Cohen. Ecco come racconta il suo percorso dietro a un gigante della pittura.

L’ALTROVE – «Ho incontrato Edouard Deluc, il regista del film, e con lui ho subito condiviso il gusto per l’altrove, il desiderio di uscire dal mondo e concentrarsi su ciò che si vuole veramente fare, senza distrazioni. Da questo punto di vista Gauguin era un avventuriero, cresciuto in Perù, poi attratto da Tahiti che vedeva come un ritorno alle radici, una ricerca di nuove sensazioni. Questa è stata la chiave che mi ha già permesso di identificarmi con lui».

BIOPIC – «Un biopic oppure un finto biopic? Biopic vero o falso, onestamente, ma chi se ne frega? In ogni caso, diffido del genere, diffido delle terminologie. Dopo Nemico Pubblico N. 1 di Jean-François Richet, in cui interpretavo il bandito Jacques Mesrine, mi è stato offerto molto, differenti ruoli di persone realmente esistite. Ma non mi piace l’imitazione, cerco sempre una chiave per entrare nel personaggio».

GAUGUIN – «Onestamente? Non lo conoscevo. Sapevo vagamente dei suoi ritratti a Tahiti ma lo consideravo un personaggio problematico. Su consiglio di Edouard, ho iniziato a leggere Noa Noa (in Italia edito da Passigli, nda), che costituisce la spina dorsale del film. Poi sono andato a vedere alcune mostre e ho incontrato i curatori del Musée d’Orsay, che mi hanno spiegato perché fosse una figura tanto rivoluzionaria. Ho anche lavorato con un insegnante di pittura. Non volevo finire come un idiota sul set con i colori davanti senza sapere cosa fare».

L’ARTE – «Ha perso tutto. Ha sacrificato la sua famiglia, la salute e la carriera per la sua arte. Si è anche esaurito alla ricerca di ciò che chiamava “primitivo” o “selvaggio”. Si è messo dalla parte sbagliata per tutti, compresa la comunità tahitiana, in cui avrebbe voluto vivere. L’ho ritratto senza giudizio, anche se ha fatto cose che io non avrei fatto. Si è bruciato. Ma non poteva fare diversamente.

  • Qui il trailer del film:

  • Vincent Cassel | L’evoluzione di un attore
  • Vincent Cassel | I film in streaming

Lascia un Commento

jack in the box

VIDEO | Jack in the Box: una clip del film horror in esclusiva per Hot Corn

ratched

Tra identità e violenza | Ratched e l’origin story confusa di Ryan Murphy