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Fear Street Parte 3: 1666 | Un patto col diavolo e un finale che non delude

La trilogia si chiude nel migliore dei modi, ma Netflix sta (forse) già pensando a un possibile sequel

Una trilogia horror degna del suo nome? Sì, Fear Street è già un cult
Una trilogia horror degna del suo nome? Sì, Fear Street è già un cult

MILANO – Un villaggio nei boschi di gente povera, guidati da un pastore e una maledizione lanciata da generazioni su generazioni di una famiglia. Così arriviamo alla fine e si chiude la trilogia creata da Leigh Janiak con l’ultimo capitolo, Fear Street Parte 3: 1666. Tutto quello che credevamo di aver intuito e a cui ci eravamo abituati viene messo in discussione, e il finale è decisamente all’altezza di una trilogia horror slasher come questa. Come avevamo predetto, la debolezza del secondo capitolo, che vi avevamo raccontato qui, è servita solamente a introdurre il colpo di scena finale.

fear street parte 3: 1666
Un falshback di trecento anni in Fear Street Parte 3: 1666

Fear Street Parte 3: 1666 si costruisce principalmente come un flashback. La strega, Sarah Fier, mostra a Deena cosa accadde in quel villaggio nel lontano XVII secolo. L’inizio degli strani avvenimenti che diedero il via a un vera e propria caccia alle streghe e da cui ebbero origine le città di Shadyville e Sunnyville. Come c’era da aspettarsi, la tragica storia della giovane Sarah è un deus ex machina: grazie a quello che ha scoperto, i giovani protagonisti possono ora salvare la povera Sam (posseduta da ben due film!) e mettere fine alla serie di massacri che da millenni si consuma nella sfortunata città.

Il diavolo all’opera in Fear Street Parte 3: 1666

Più calmo, rispetto ai due capitoli precedenti, la terza parte abbassa i toni dello splatter e del gore per andare a parare su un altro filone classico degli horror, tra evocazioni col diavolo e patti stretti nelle tenebre. Può sembrare banale, ma il cambio dallo slasher al sovrannaturale è il twist che serviva per staccare il finale dagli altri due film e rendere la storia ancora più accattivante, con la città che diventa sempre più sinistra nelle sue fondamenta e la domanda su quale sia il vero male di Shadyville sempre più pressante. Minuto dopo minuto, aumenta la sensazione di terrore mentre i giochi di potere si spostano e la verità si dipana sotto i nostri occhi. Una verità che nessuno si sarebbe aspettato.

Una scena del film

Molti film, saghe e trilogie potrebbero imparare qualcosa da Fear Street. Se siete in cerca di un colpo di scena fatto bene e decisamente inaspettato, non rimarrete delusi. Tirando le fila degli eventi, i tre capitoli si uniscono perfettamente in una prova cinematografica di tutto rispetto, sempre più sorprendente per essere comunque alla sua base un teen movie e, soprattutto, per essere un horror di Netflix – che spesso su questo genere non ha avuto troppa lungimiranza. Mentre il flashback finisce e torniamo alla vicenda centrale, quella del 1994, il film entra in atto con tutta la sua potenza di sequel e non molla la presa fino agli attimi finali.

Deena e Sam in una scena di Fear Street Parte 3: 1666

C’è poco da dire, Fear Street Parte 3: 1666 è il divertente e appassionante finale che speravamo arrivasse e la trilogia di Fear Street è già considerata da molti una delle migliori storie horror di sempre. Effettivamente ha tutte le potenzialità per diventare un piccola celebrità come Scream, a cui ha già dedicato diverse citazioni nel primo film. Il teaser appena accennato durante i crediti finali fa ben pensare che ci sia spazio per espandere l’universo tratto dai racconti di Robert L. Stine, magari aggiungendovi anche le tenebrose storie di Piccoli Brividi. Intanto, però, Fear Street è già un istantaneo classico.

  • Fear Street Parte 1: 1994 | L’horror torna negli anni Novanta
  • Fear Street Parte 2: 1978, l’anello debole di ogni trilogia
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Qui potete vedere il trailer della trilogia di Fear Street:

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