VENEZIA – Un ritratto intimo e potente di una delle più grandi attrici italiane di tutti i tempi: Eleonora Duse. Con Duse, presentato in concorso all’82ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, Pietro Marcello firma un’opera che attraversa storia, teatro e memoria, raccontando il ritorno sul palcoscenico della Divina in un’epoca segnata dalla Grande Guerra e dall’ascesa del fascismo.
Al nostro angolo Hot Corn è venuta a trovarci Gaja Masciale, giovane protagonista del film, che ci ha parlato dell’esperienza di lavorare in un progetto così ambizioso e della sfida di misurarsi con un personaggio che porta sulle spalle il peso della Storia.
Il film ci mostra una Duse che, messa di fronte a rovesci finanziari e all’avanzare della malattia, sceglie ancora una volta il teatro come unico spazio di verità e resistenza. Non è solo la passione a guidarla, ma un’urgenza profonda: riaffermare se stessa in un mondo che cambia, trasformando ogni gesto in un atto rivoluzionario. Il prezzo, però, è altissimo: gli affetti si consumano e la salute si incrina, ma l’arte resta la sua arma più potente contro il tempo e il disincanto.
Con il suo racconto, Gaja Masciale ci conduce dietro le quinte di un film che non celebra soltanto una figura leggendaria, ma riflette sul rapporto tra arte e potere, indipendenza e sacrificio, libertà e memoria.
- VIDEO | Guarda qui la nostra intervista a Gaja Masciale:
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