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CONFITEOR | L’intervista a Edoardo Pesce a Venezia 82

Alle Giornate degli Autori di Venezia 82 Edoardo Pesce racconta il nuovo film di Bonifacio Angius: Confiteor – Come scoprii che non avrei fatto la rivoluzione.

VENEZIA – Un titolo che è già una dichiarazione d’intenti: Confiteor – Come scoprii che non avrei fatto la rivoluzione. Con questo quarto lungometraggio, presentato alle Notti Veneziane delle Giornate degli Autori alla Mostra di Venezia 82, Bonifacio Angius firma un’opera radicale, personale, che mescola confessione e autoanalisi, realtà e finzione.

Il riferimento al Confiteor, preghiera penitenziale della liturgia cattolica, non è casuale: il film si muove lungo il crinale tra colpa e assoluzione, vita e morte, memoria e oblio. L’incipit, cupo e letterario, richiama Céline e apre a un viaggio notturno che evoca tanto quanto All That Jazz, con il regista stesso protagonista, allettato in ospedale, sospeso tra il desiderio di raccontarsi e l’impossibilità di farlo.

Un film di fantasmi e reincarnazioni, dove l’infanzia rivive attraverso il figlio di Angius, Antonio, e dove attori e attrici come Edoardo Pesce, Geppi Cucciari e una magnetica Giuliana De Sio danno corpo a presenze eteree e carnali. Un cinema che affronta senza timore fragilità, errori, illusioni perdute e amori sbagliati, con una sincerità feroce e dolorosa.

In occasione della presentazione, il nostro Francesco Arcudi ha incontrato Edoardo Pesce, tra i protagonisti del film, che ci ha raccontato la sua esperienza in un progetto tanto intimo quanto universale, in cui si intrecciano lutto, identità, memoria e amore.

Confiteor è il nuovo tassello nella filmografia di un autore unico come Bonifacio Angius (Perfidia, Ovunque proteggimi, I giganti), capace di mettere in scena se stesso per interrogare i confini del cinema contemporaneo.

  • VIDEO | Guarda qui l’intervista completa a Edoardo Pesce:

 

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