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Delta | Alessandro Borghi, Luigi Lo Cascio e un duello di frontiera sul Po

Confini e scontri culturali: Michele Vannucci torna con una storia originale per il cinema italiano

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Alessandro Borghi e Luigi Lo Cascio in una scena di Delta.

LOCARNO – Dopo Una storia normale e Il grande sogno, Michele Vannucci torna con una nuova opera tutta da scoprire, Delta, un western atipico e contemporaneo in cui il dramma si muove nelle terre del Delta del Po, terra di confine e di scontri culturali in grado di cambiare vite. Diretti dalla sua regia, Alessandro Borghi e Luigi Lo Cascio in due grandi interpretazioni, affiancati da Emilia Scarpati e Greta Esposito. Il film, presentato al Locarno Film Festival, è una piccola perla tutta da scoprire, definita da Giona A. Nazzaro, direttore artistico del festival, come il miglior cinema di Giuseppe de Santis.

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Alessandro Borghi e Luigi Lo Cascio in Delta

Sono tanti i personaggi che animano Delta e le sue vicende. C’è Osso (Luigi Lo Cascio), con sempre al fianco la sorella più piccola, impegnati a gestire un’associazione ambientalista per preservare il territorio e difenderlo dagli scarichi inquinanti delle aziende. Poi ci sono Elia (Alessandro Borghi) e la sua famiglia acquisita: Elia è di origini italiane ma ha trovato un posto a cui appartenere in Romania. Sono pescatori e attraversano il confine per pescare sul Delta del Po ma al posto delle reti da pesca utilizzano generatori elettrici per uccidere i pesci in acqua e farli venire a galla. È illegale, quindi pescano per lo più di notte, senza essere visti.

Una scena di Delta

Osso è un uomo pieno di principi e valori, fa ciò che è giusto e segue le regole. La sua dedizione all’ambientalismo è assoluta e nel profondo è un uomo buono, non crede nella vendetta personale. Per questo, quando i membri dell’associazione e la sorella dichiarano guerra a quei pescatori che stanno facendo del male al fiume, tenta di ostacolarli e di affidarsi alla giustizia. Ma le cose non vanno mai come devono andare, complice anche l’ex compagna di cui è ancora innamorato che si lascia affascinare proprio da Elia, tanto da tradire l’associazione e la sua gente. Delta ci mette molto poco a trasformarsi in una caccia all’uomo, quando le strade dell’illegalità si macchiano di omicidi in una irrefrenabile discesa verso la tragedia.

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Alessandro Broghi è Elia

Lo stesso regista definisce Delta un western italiano, perché si tratta prima di tutto una storia di frontiera. Con una regia decisa e allo stesso tempo piena di virtuosismo, Michele Vannucci dà vita a un duello avvolto dalle nebbie del Po, uno scontro all’ultimo sangue dove, nonostante solo uno esce vincitore, non c’è una vera vittoria. Non ci sono eroi così come non ci sono cattivi: ci sono solo le tante sfumature della vita, le strade sbagliate e quelle giuste, gli errori che possono costare la vita. Grazie anche a delle scelte registiche che raccontano, per rimandi e bellissime immagini, il territorio del Delta e tutte le sue contraddizioni, si ricostruisce piano piano la storia di un intero popolo.

Una scena di Delta

Nel suo essere un dramma di frontiera, Delta si carica di storia e di significato. Le prove attoriali di Borghi e Lo Cascio sono il tramite attraverso cui Vannucci riesce a raccontare come diverse persone e diverse culture vivano in modo diverso il fiume e il rapporto con questo. Nel freddo inverno del Nord le emozioni perdono qualsiasi freno e corrono libere ad esprimere tutta loro potenza. Un prodotto nuovo per il panorama italiano che speriamo arrivi il prima possibile in sala, per incantare e commuovere anche il pubblico.

  • Alessandro Borghi, Delta e quel western da difendere
  • Scoprite qui la sezione Cinema

Qui la video intervista a Michele Vannucci:

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