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Asterix e il Segreto della Pozione Magica: due vecchi amici e una favola per tutta la famiglia

Una coppia mitica, divertimento, un’estetica accattivante e una storia perfetta per adulti e bambini

La leggenda, plasmata alla fine degli Anni Cinquanta da René Goscinny e Albert Uderzo, la conosciamo tutti: un vivace e colorato villaggio gallico si oppone all’invasione romana, grazie ad una speciale pozione che, per qualche minuto, dona agli abitanti una forza sovrumana. Tra essi, i protagonisti assoluti, simboli indiscussi del miglior fumetto europeo: Asterix e Obelix. Con il loro humour ed una sprezzante satira, il duo, ha accompagnato generazioni e generazioni di lettori.

La banda al gran completo.

Con i celebri fumetti, i videogiochi (pensate, il primo videogames su Asterix uscì nel 1983, per l’Atari 2600), quattro film live-action (il primo, indimenticabile, datato 1999 con un Roberto Benigni versione Lucius Detritus) e ben dieci lungometraggi. L’ultimo (e il secondo in 3D dopo il bellissimo Il Regno degli Dei), Asterix e il Segreto della Pozione Magica, diretto da Alexandre Astier e Louis Clichy. Ovvero la risposta intelligente all’animazione delle grandi major che, nella storia e nell’estetica, ha davvero poco da invidiare, tanto che le immagini – spesse, quasi materiali –, sembrano uscite direttamente da uno dei tanti albi di Goscinny e Uderzo, di quelli con la copertina rigida e grande, rigorosamente collezionati in ordine cronologico.

Asterix e Obelix.

Perché, se la freschezza narrativa e visiva l’avevamo già amata ne Il Regno degli Dei, qui Clichy e Astier confermano non solo di saperci fare con i personaggi e con i cartoon, ma anche con il senso cinematografico, davvero magnetico nei confronti dei grandi e dei piccoli. Del resto, se una delle prime sequenze si apre – a sorpresa – con la sonorità Anni Ottanta dei Dead or Alive con You Spin Me Round, i seguenti ottantacinque minuti non perdono nemmeno un attimo a disposizione, movimentati e divertenti, ammiccando qua e là a messaggi sull’inclusione ed esclusione.

«No, Obelix, tu nel paiolo della pozione ci sei caduto da piccolo»

La storia? Scritta dagli stessi registi, ha come protagonista Panoramix che, per salvare un uccellino in difficoltò, si infortuna al piede. Del resto, l’età avanza pure per lui – altro tema del film –, così, assieme ad Asterix, Obelix e il fido Idefix, si mette alla ricerca di un degno erede che possa conoscere la formula magica della sua pozione. Chi sarà il Druido che merita tale conoscenza? E, se fosse, invece, una ragazza?

«Per Toutatis!»

Ecco, Asterix e il Segreto della Pozione Magica si fa carico, fin da subito, di mettere in chiaro, sotto una computer grafica luminosa, fluida e satura, che ogni regola è opinabile, che ogni comunità, anche la più ristretta, ha bisogno di aprirsi verso il nuovo. Allora, anche la tradizione maschile dei millenari druidi, può e deve essere accessibile e paritaria. Poi, tra cinghiali, spassose botte da orbi e i tempi comici perfetti tra Obelix e Asterix, c’è pure il tema del viaggio come scoperta e rivelazione. E quella strada percorsa molto più importante della meta. Avventure per bambini, storie per adulti. Insieme a due vecchi amici che non abbiamo mai smesso di amare.

Qui potete vedere il trailer di Asterix e il Segreto della Pozione Magica:

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