ROMA – Il racconto delle professioni, le sfide della precarietà e l’impatto dei cambiamenti tecnologici sulle nostre vite tornano al centro del panorama culturale torinese. Dal 6 all’11 ottobre prende il via la settima edizione di Job Film Days, la rassegna internazionale diretta da Annalisa Lantermo e promossa dall’Associazione Job Film Days ETS. Per quasi una settimana, gli schermi del Cinema Massimo e diversi spazi diffusi sul territorio piemontese accoglieranno una fitta rete di film e incontri volti a indagare le trasformazioni del mondo occupazionale, con un’attenzione specifica ai diritti dei lavoratori, alla salute sui luoghi di impiego, alle disparità di genere e alle forme d’inclusione sociale. L’iniziativa, realizzata in stretta sinergia con il Museo Nazionale del Cinema e con numerose realtà istituzionali e associative, offre un ricco spaccato di produzioni contemporanee e recuperi della memoria cinematografica, arricchito dalla disponibilità di una selezione di opere in concorso sulla piattaforma MYmovies ONE.
A dare il via al programma della manifestazione sarà l’anteprima di La guerre des prix, diretto da Anthony Déchaux, un avvincente racconto a tinte thriller interpretato da Olivier Gourmet che affronta le dinamiche della grande distribuzione e la difesa dei produttori locali. A chiudere il festival sarà invece Ulysse di Laetitia Masson, opera intimista con Élodie Bouchez e Alphonse Roberts presentata all’ultimo Festival di Cannes. L’architettura del festival si fonda su due competizioni principali: il Premio “Lavoro 2026” JFD, sostenuto da INAIL Piemonte, che schiera sette lungometraggi tra finzione e documentario dedicati a temi complessi come la crisi demografica, lo sfruttamento e i conflitti sindacali, e il Premio “Job for the Future 2026” JFD, realizzato con la Camera di commercio di Torino, dedicato a dodici corti europei firmati da autori under 40 focalizzati su tecnologia, ambiente e nuove professioni.
La valutazione delle opere in gara è affidata a giurie di alto profilo. Per il concorso principale la presidenza è andata alla regista Irene Dionisio, affiancata dalla documentarista Perla Sardella, dalla critica Ilaria Feole, dalla docente Giovanna Maina e dalla dirigente INAIL Alessandra Lanza. La competizione riservata ai giovani talenti vedrà invece come presidente la sceneggiatrice e regista Giulia Cosentino, affiancata dal montatore Stefano Cravero, dal docente Antonio D’Aquila, dall’imprenditore Nicola Scarlatelli e dal critico Tonino De Pace. Una terza giuria guidata dall’autrice Enrica Viola, insieme allo sceneggiatore Piero Bodrato e a Fabrizio Bontempo, presidente dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Torino, assegnerà i riconoscimenti dedicati ai migliori soggetti emersi dal laboratorio di scrittura del festival.
Tra i momenti di spicco dell’evento figura l’attesa masterclass tenuta da Fabrizio Gifuni il 10 ottobre al Cinema Massimo, un approfondimento sul mestiere dell’attore condotto da Grazia Paganelli a cui seguirà la proiezione speciale di Prima che la notte di Daniele Vicari. Il festival riserverà inoltre un’ampia finestra al cinema sudcoreano, orientato all’analisi delle disuguaglianze del capitalismo moderno, e presenterà in anteprima nazionale Le journal d’une femme de chambre, graffiante satira sociale e lavoro domestico firmata dal regista romeno Radu Jude. Completano l’offerta una serie di eventi speciali dedicati all’impatto dell’intelligenza artificiale, laboratori di formazione con le scuole curati da Rai Teche, proiezioni dedicate alle zones di conflitto, omaggi ai maestri del passato come Frederick Wiseman, Ugo Tognazzi e Pier Paolo Pasolini, oltre alla mostra fotografica allestita presso lo spazio del Ramo d’Oro e a un fitto calendario di appuntamenti di pre-apertura distribuiti in città.
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