LOS ANGELES – Se i Golden Globes sono la festa, gli Emmy sono la conferma. E quest’anno hanno confermato una cosa molto chiara: la televisione sa ancora guardarsi dentro. Gli Emmy Awards 2025 sono stati un’edizione di passaggi di testimone, in cui le serie che ci hanno accompagnato negli ultimi anni si sono congedate con eleganza, e nuove voci si sono fatte spazio senza chiedere permesso. A vincere, su tutto, è stata The Studio – comedy satirica sul mondo dello spettacolo – ma a rendere speciale questa edizione sono stati i volti giovani, i gesti politici e la forza di narrazioni nuove, imperfette, necessarie.
I VINCITORI PRINCIPALI
- Miglior serie drama: The Pitt
Miglior attore protagonista – drama: Noah Wyle per The Pitt
Miglior attrice protagonista – drama: Britt Lower per Severance
Miglior serie comedy: The Studio (Apple TV+)
Miglior attore protagonista – comedy: Seth Rogen per The Studio
Miglior attrice protagonista – comedy: Jean Smart per Hacks
Miglior miniserie (limited series): Beef (Netflix)
Miglior attore protagonista – limited series: Steven Yeun per Beef
Miglior attrice protagonista – limited series: Ali Wong per Beef
Miglior attore non protagonista – limited series: Owen Cooper per Adolescence
Miglior attrice non protagonista – comedy: Hannah Einbinder per Hacks
E se i nomi in corsa erano tantissimi, a brillare davvero sono state quelle serie e quegli artisti capaci di parlare a una generazione nuova, in un momento in cui la TV non si limita più a raccontare il mondo: lo studia.
The Studio vince (e racconta anche noi)
Tredici premi, risate intelligenti e uno specchio puntato senza pietà sull’industria dell’intrattenimento. The Studio, la serie Apple TV+ ambientata dietro le quinte di uno studio cinematografico, è la grande vincitrice della serata.
Comedy che è anche satira, affilata ma affettuosa, dove la finzione si piega a un’analisi sociale tagliente. A vincere anche Seth Rogen, protagonista, creatore, regista e sceneggiatore, per una performance che è un inno all’inadeguatezza e alla voglia di ricominciare. The Studio non è solo brillante: è il segno tangibile di un nuovo modo di raccontare storie.
Owen Cooper: la freschezza che mancava
A soli 15 anni, Owen Cooper ha fatto storia vincendo l’Emmy come miglior attore non protagonista in una limited / anthology series per Adolescence. La serie — intensa, raccolta, potente — racconta l’età più fragile con una sincerità disarmante. La sua interpretazione — trattenuta, autentica — è un inno alla delicatezza in un mondo che corre troppo. In un’edizione che ha parlato spesso di addii, lui è stata la promessa del futuro.
Hannah Einbinder: il potere di due parole
Sul palco con l’Emmy in mano per Hacks, Hannah Einbinder non si è limitata ai ringraziamenti di rito. Ha preso fiato, ha guardato il pubblico, e ha pronunciato sei parole che hanno infranto la superficie luccicante della serata: «Go Birds, F*** ICE and Free Palestine». Un grido politico dentro una delle notti più istituzionali della tv americana.
Einbinder ha ricordato che lo spettacolo, quando ha il coraggio di sporcarsi le mani, può ancora essere uno specchio. E una scintilla.
Una tv che cambia, finalmente
Gli Emmy 2025 ci hanno mostrato che non si tratta solo di vincere. Si tratta di aprire spazi. Di riconoscere nuovi linguaggi. Di premiare chi osa. C’è posto per i debutti che ci fanno sperare (Adolescence), e per chi — da dentro la macchina — ha il coraggio di rompere lo schema (Einbinder). Il futuro della TV? Forse è già qui. E ha il volto di chi non ha paura di guardare oltre.
Leggi anche:
- VENEZIA 82 | Marc by Sofia: Sofia Coppola racconta Marc Jacobs tra moda, amicizia e cinema;
- VIDEO | Intervista a Fabrizio Gifuni, protagonista di Portobello, la nuova serie di Marco Bellocchio su Enzo Tortora
- VENEZIA 82 | Frankenstein di Guillermo del Toro: il mostro e il padre, specchi di dolore
- VIDEO | L’intervista a Valeria Solarino su (IM)PERFETTA a Venezia 82






Lascia un Commento