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Paolo Sorrentino: «Sesso, santità e divismo: ecco il mio The New Pope»

Jude Law e John Malkovich, il Vaticano e la religione: il regista ci racconta la sua nuova serie

Paolo Sorrentino sul set di The New Pope. Foto Credits: Gianni Fiorito
Paolo Sorrentino sul set di The New Pope. Foto Credits: Gianni Fiorito

ROMA – Appena entrato nell’enorme sala rossa di un albergo a pochi passi dalla Scalinata di Trinità de Monti, Paolo Sorrentino chiede subito in prestito una penna. Così prende un foglio sull’enorme tavolo – «Sembra di essere ad un conclave», scherza – e butta giù uno schizzo che ritrae, stilizzato, una specie di uomo grasso, con una cravatta a righe e uno strano copricapo. Il disegno, lo inizia e lo finisce nel giro di circa trenta minuti. Tra una domanda e l’altra sulla sua nuova serie The New Pope (serie originale Sky prodotta da The Apartment – Wildside, parte di Fremantle. Dal 10 gennaio in esclusiva su Sky Atlantic e NOW TV), che vede tornare Jude Law nei panni clericali di Lenny Belardo, affiancato questa volta da un altro papa, Sir John Brannox, interpretato da John Malkovich. Nove puntate scritte da Sorrentino e da Umberto Contarello e Stefano Bises, nella quale la luce di Luca Bigazzi, densa e satura, illumina i corridoi di un Vaticano eccessivo, sfrontato e, mai come ora, irresistibile.

Paolo Sorrentino. Foto Credits: Gianni Fiorito
Paolo Sorrentino a Venezia. Foto Credits: Gianni Fiorito

Sorrentino, sbaglio, o questa volta ha voluto mettere in risalto anche l’aspetto sessuale? Lo si nota fin dal trailer…
«Il sesso? C’è, è ovunque. Sarebbe ipocrita pensare che non ci sia in Vaticano. Partendo dal presupposto che questo sia un racconto che riproduce la vita, il sesso doveva farne parte. Il Vaticano, però, me lo sono inventato. Praticamente ci sono stato meno volte di quanto puoi esserci stato tu».

E, oltre alla sfera sessuale, pare esserci anche una forte impronta femminile.
«C’è un tema che va accanto all’erotismo, ovvero le rivendicazioni delle suore verso gli alti prelati, chiedendo maggiore parità. Sono questioni che stanno diventando pregnanti. Non sono reali ma verosimili, e credo sia il prossimo grande argomento all’interno della chiesa. È un processo irreversibile. Anche se la chiesa, come spesso accade, ci arriva dopo, ma sono certo ci arriverà. Per ora vige un mondo ancora maschile».

Il ritorno di Lenny: Jude Law e, di spalle, Jessica Piccolo Valerani. Foto Credits: Gianni Fiorito
Il ritorno di Lenny: Jude Law e, di spalle, Jessica Piccolo Valerani. Foto Credits: Gianni Fiorito

Santità e divismo sono sinonimi o contrari?
«Non sono così distanti. Pensiamo alle stelle del cinema, c’è un’attinenza tra le due cose. Non c’è un attitudine alla santità. Il divismo, Lenny, lo predica nella prima stagione, e lo diventa perché attua una strategia mediatica per incrementare il numero di fedeli. Il fenomeno di divismo si è creato anche per altri papi… reali».

Cinema e serie tv. Come cambia una sceneggiatura?
«Dipende dallo sceneggiatore, io scrivo più di quanto può servire. Per i film scrivo molto, per una serie invece devo sforzarmi di tagliare. Così finisco per fare un film da tre ore. O, appunto, una serie televisiva…».

Sorrentino e Silvio Orlando sul set di The New Pope. Foto Credits: Gianni Fiorito.
Sorrentino e Silvio Orlando sul set di The New Pope. Foto Credits: Gianni Fiorito.

Rispetto alla prima stagione, The New Pope è ambientata anche al di fuori delle Mura Vaticane.
«Nella prima serie avevamo un papa che predicava la chiusura, e allora dovevamo raccontarla dall’interno. Questa nuova serie invece doveva avere un papa diverso, dedito all’apertura delle porte: dunque quello che c’è fuori doveva entrare dentro, così per The New Pope ci siamo soffermati molto sull’attualità».

Da quello che abbiamo visto, il papa di John Malkovich è molto diverso da Lenny. Quasi fosse più fragile.
«La fragilità mi commuove, un uomo che rivendica il diritto a non farcela rispetto alle aspettative degli altri è qualcosa che mi colpisce, da sempre. E questo è un elemento da cattolici veri, nel senso più bello del termine. La fragilità è una sfumatura necessaria».

John Malkovich prima del ciak. Foto Credits: Gianni Fiorito.
John Malkovich prima del ciak. Foto Credits: Gianni Fiorito.

E John Malkovich? Cosa ci dice di lui?
«Siamo stati una notte a parlare, lui è uno che parla molto. È affascinante la sua ambiguità, è contraddittorio. Come nelle relazioni, le cose spiazzanti sono belle: è leggero ma sa dare importanza alle cose. Ironico ma serio. John ha un’eleganza naturale. Crede nel progetto, ma se alla fine non si fa va bene uguale…».

Lenny e John si completano. Possiamo dire che c’è bisogno di entrambi?
«C’è bisogno di tutti e due? Non lo so… c’è bisogno di figure che possiamo stimare e considerare autorevoli, e che sappiano guidarci in questo diritto alla vulnerabilità, al non farcela».

Una scena di The New Pope
Lenny e John. Foto Credits: Gianni Fiorito

Come si racconta il Vaticano, secondo Paolo Sorrentino?
«Per prima cosa si stabiliscono i personaggi, poi è tutta una conseguenza di ciò che avevi in mente all’inizio. Non parto dicendo: metto più di questo o più di quello. So quello che non voglio mettere: niente irriverenza, niente trasgressione. È un gioco antico e infantile farlo verso un’istituzione così ingessata. Però, alla fine, alcune cose finisci per farle lo stesso…».

Addirittura, sullo sfondo c’è un attentato in Vaticano.
«È una cosa di cui si parla, è un taboo. Eppure nell’arte si dovrebbe poter raccontare tutto. E potrebbe essere anche un modo per esorcizzarlo».

Paolo Sorrentino rilegge il copione di The New Pope. Foto Credits: Gianni Fiorito.
Paolo Sorrentino rilegge il copione di The New Pope. Foto Credits: Gianni Fiorito.

L’idea di base per The New Pope da dove è nata?
«Un giorno abbiamo visto due papi, invece che uno. Un po’ come la pecora Dolly… Questo ha stimolato l’inventiva degli sceneggiatori. Soddisfatto della risposta? Vado a tentativi! (ride ndr)».

È presto per parlare di una terza stagione?
«Vediamo, chi lo sa… Non vorrei dare risposte definitive. Può essere, magari in futuro mi riviene voglia di rifarla».

Qui potete vedere il trailer di The New Pope:

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