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TOP CORN: i magnifici 7 da vedere nel weekend su CHILI

Ogni venerdì vi consigliamo 7 film da vedere su CHILI. Siete pronti? Ecco qui la nostra guida

Una commedia italiana o un thriller d’altri tempi? Un cartone animato per i bambini o un titolo vintage? Anzi no, un documentario o qualcosa di fantascienza? Si sa, il vero problema oggi non è tanto il film, ma la scelta del film. Douglas Coupland in Generazione X la chiamava la paralisi delle opzioni, ovvero «la tendenza, nel caso di offerta illimitata di alternative, a non sceglierne nessuna». Ma niente paura, da questa settimana, ogni venerdì, saremo noi di Hot Corn a guidarvi e consigliarvi 7 film da vedere nel weekend, i magnifici 7 scelti con cura per voi tra le migliaia disponibili sulla piattaforma streaming di CHILI. Siete pronti? E allora seguiteci. E se volete consigliare qualcosa voi a noi, scrivete qui: press@hotcorn.com

Illustrazione: Shutterstock

 

BLACK RAIN di Ridley Scott (1989) – Uno Scott apparentemente minore e meno celebrato per un cult assoluto che contiene uno stropicciato Michael Douglas nei panni di Nick Conklin, disilluso veterano della polizia di New York segnato da un divorzio che non ha voluto. Fotografia nera di Jan de Bont, un Andy Garcia mai tanto bravo e una storia che si muove perciolosamente tra Manhattan e Osaka. Pioggia, violenza e Yakuza, il rumore delle Suzuki nelle orecchie e una spada nella notte. Quasi un sequel non voluto di Blade Runner. «Guardati le spalle, cowboy». Una delle cose migliori prodotte negli anni Ottanta. Se non lo avete mai visto, è arrivato il momento.

 

FIEVEL SBARCA IN AMERICA di Don Bluth (1986) – Per chi ha bambini e si è stufato di (ri)vedere per l’ennesima volta i titoli Pixar, ecco una piccola gemma ripescata dall’archivio Amblin e prodotta da Steven Spielberg a metà anni Ottanta. Siamo nel 1885, in Russia, e una famiglia di topi, i Toposkovich (ça va sans dire) partono per l’America dopo un attacco dei cosacchi. Sulla loro strada troveranno personaggi come Lucky LoRatto (geniale), piccioni fatalisti come Henri e la piccola topolina irlandese idealista Bridget. Scritto benissimo, si ride, si piange e si pensa. E se vi piace, c’è anche il sequel: Fievel conquista il West.

 

UN BACIO ROMANTICO di Wong Kar-wai (2007) – Premessa: no, non è affatto un film perfetto, ha dei passaggi a vuoto, ma non conta, perché contiene dei momenti di cinema purissimo che difficilmente dimenticherete: Norah Jones e Natalie Portman perse in mezzo all’America, Jude Law che filosofeggia dietro il bancone di un bar, un viaggio on the road da Manhattan al Nevada passando per Memphis e poi quella colonna sonora sempre a tutto volume da mandare a memoria, con tanto di cameo di Cat Power e Harvest Moon rifatta da Cassandra Wilson. «Ci ho messo un anno a tornare. In fondo non è stato difficile attraversare la strada: tutto dipende da chi ti aspetta dall’altra parte». Preparate i fazzoletti.

 

LA PIÙ BELLA SERATA DELLA MIA VITA di Ettore Scola (1972) – Uno dei film di Alberto Sordi meno citati, spesso ignorato eppure ancora oggi una delle cose più forti mai girate da Scola. Tratto da un libro di Dürrenmatt (La panne) e girato quasi interamente nel Castello di Tures, a Bolzano, è la storia di Alfredo Rossi, un italiano più furbo degli altri che va in Svizzera a depositare clandestinamente una grossa cifra. Finirà in un castello, a una cena che diventerà un processo in cui rivelerà tutta la sua meschinità. Moralmente colpevole per arrivismo, in realtà risulta però un individuo distinto per la società. Opera cattiva, attualissima e coraggiosa, girata da Sordi subito dopo un altro cult: Lo scopone scientifico. Imperdibile.

 

OGNI RAGAZZA VUOLE UN MARITO di Don Hartman (1948) – Per chi è stufo di modernità, digitale e serie TV a ogni angolo, ecco qui un rassicurante film in bianco e nero da vedere sprofondati sul divano. Cary Grant – pipa e cappello – è un affascinante pediatra corteggiato senza remore da Betsy Drake, che cerca di fare di tutto per convincerlo di essere la donna perfetta per lui. Produzione RKO, sceneggiatura lineare ma mai banale e Grant che, come sempre, vale il prezzo del biglietto. La cosa buffa? Che Grant e la Drake si sposarono davvero un anno dopo l’uscita del film, nel Natale del 1949. Rassicurante.

 

RESTARE VIVI – UN METODO di Lieshout, Hagers, Van Brummelen (2016) – Se volete invece qualcosa di diverso, ecco qui qualcosa di unico, un documentario di cui già vi avevamo parlato qualche tempo fa qui, la cronaca dell’incontro tra due personaggi irregolari quanto apparentemente distanti: una rockstar, Iggy Pop, e uno scrittore francese, Michel Houellebecq. Iggy raggiunge Houellebecq a Parigi, lo sfida in un dialogo che invita lo spettatore a evadere dalla gabbia dell’esistenza di tutti i giorni e dice una cosa molto precisa, rivolta a tutti coloro che si sentono feriti dalla vita: «Dovete tornare all’origine dell’esistenza, ovvero alla sofferenza». Non per tutti, ma una visione di settanta minuti capace di destabilizzarvi.

 

IO, CHIARA E LO SCURO di Maurizio Ponzi (1982) – «Scusa, senta, sa dov’è via Puccini?». «Ma è questa». Perché se c’è qualcuno di davvero dimenticato nel cinema italiano è proprio Francesco Nuti, che negli anni Ottanta fu surreale genio comico, in bilico tra verità e lampi di follia. Impossibile recuperare tutto, ma se dovete, potete partire da qui. Era il 1982 e, un anno dopo Madonna che silenzio c’è stasera, Nuti a ventisette anni finiva dentro questa sorta di parodia toscana de Lo spaccone scritta con Oldoini e Ferrini, con cui finì anche a Cannes, a Un Certain Regard. Rivisto oggi, Io, Chiara e lo scuro impressiona per modernità e freschezza, con la solita dose di aspra malinconia a inseguire Nuti. Riscopritelo, se lo merita. «Ma chi è Paul Newman? A me mi fa ‘na sega Paul Newman…».

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