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The 33 | Juliette Binoche, Antonio Banderas e la storia vera dietro il film

La pellicola di Patricia Riggen ripercorre i 69 giorni passati sottoterra da 33 minatori cileni

The 33
Antonio Banderas in una scena di The 33

ROMA – Cile, 5 agosto 2010, ore 14. Nella miniera sotterranea di San José avviene un crollo. In quel momento nella struttura sono presenti due gruppi di minatori. Il primo, situato vicino all’entrata, riesce a fuggire senza riportare ferite. Il secondo, invece, rimane intrappolato ad oltre 600 metri di profondità. La loro storia viene raccontata in The 33, il film diretto da Patricia Riggen nel 2015. Basato sul libro del premio Pulitzer Hector Tobar, La montagna del tuono e del dolore, il film vede protagonisti, tra i tanti, Antonio Banderas e Juliette Binoche che hanno avuto modo di conoscere i minatori protagonisti per approfondire questa incredibile storia.

Una scena del film

Proprio loro e i loro famigliari sono stati fondamentali per la stesura della sceneggiatura firmata da Mikko Alanne, Craig Borten e Michael Thomas. Solo diciassette giorni dopo il crollo si ha avuto la certezza che i minatori rimasti intrappolati erano ancora vivi e che si trovavano al riparo in un rifugio con ossigeno e viveri grazie ad un biglietto, firmato “i 33”, fatto ritrovare tramite una sonda. Il piano iniziale per trarli in salvo prevedeva l’utilizzo di una macchina raise boring Strata 950 capace di eseguire uno scavo di 702 metri con un angolo di 90°. Ma, nonostante il foro fu completato, si decise di non proseguire perché ulteriori perforazioni avrebbero causato dei cedimenti troppo pericolosi per la sicurezza dei minatori.

The 33
Un’immagine di The 33

Il secondo piano, invece, prevedeva la perforazione di un tunnel largo a sufficienza per il trasporto degli uomini. Il 12 ottobre 2010, 69 giorni dopo il crollo, la capsula di salvataggio Fenix viene introdotta vuota nel tunnel e fatta scendere fino a 460 metri di profondità effettuando un viaggio di prova di andata e ritorno con un soccorritore. Quella stessa notte, Florencio Avalos fu il primo ad essere tratto in salvo e, dopo di lui, tutti gli altri 32 minatori che in quei mesi passati sottoterra continuarono a comunicare con l’esterno grazie ad una serie di video che uno di loro, Mario Sepúlveda (interpretato da Banderas), registrava quotidianamente.

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