in

Terrazza Sentimento: il potere, la paura e la Milano che non guarda mai in basso

La docuserie Netflix diretta da Nicola Prosatore racconta il caso Genovese e un mondo dove il successo diventa arma di controllo. Un racconto necessario, anche se non sempre all’altezza del suo tema.

Un frame tratto dalla miniserie
Freshly Popped

ROMA – Non fatevi ingannare dal titolo: in Terrazza Sentimento di sentimentale non c’è niente. La nuova docuserie Netflix diretta da Nicola Prosatore e scritta da Davide Bandiera, Alessandro Garramone e Annalisa Reggi racconta, in tre episodi da poco più di trenta minuti ciascuno, l’ascesa e la caduta di Alberto Genovese, l’imprenditore che da volto del successo milanese è diventato il simbolo della sua parte più oscura.

Il racconto prende forma attraverso testimonianze, materiali d’archivio e ricostruzioni, componendo un ritratto di un uomo brillante, ambizioso, ma divorato dal proprio ego e da un potere economico che gli fa credere di poter comprare tutto — anche le persone.
Prosatore sceglie di non concentrarsi sulla cronaca giudiziaria, ma sull’atmosfera: quella di una Milano che brilla in superficie mentre nasconde nei suoi attici la paura, la solitudine e la violenza. Una città in cui vincere sembra più importante che essere, e in cui il consenso diventa la droga più pericolosa di tutte.

Il vero valore di Terrazza Sentimento sta però nello sguardo sulle vittime.
Lontano dai titoli scandalistici che, all’epoca dei fatti, avevano liquidato le ragazze come “in cerca di droga o visibilità”, la serie restituisce loro la parola, la dignità e la complessità. Non sono presenze fugaci nel racconto, ma voci che si impongono con forza, ricordandoci che la violenza non nasce mai dal vuoto, ma da un sistema che la legittima e la protegge. Perché Terrazza Sentimento parla di Genovese, sì, ma parla anche di un paese che ancora fatica a guardare in faccia il privilegio maschile, di un mondo in cui il denaro si confonde con il consenso e dove il dolore delle vittime è l’ultima voce a essere ascoltata.

LEGGI ANCHE

Lascia un Commento

IL MAESTRO I Il tempo, la sconfitta, la grazia. Di Stefano racconta (anche) la fragilità come vittoria. La recensione

IDS Academy 2025: aperta la call per il MatchMaking del documentario italiano