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TOP CORN | Seberg e la nuova sfida vinta da Kristen Stewart

Biopic o thriller politico? Il film inedito è arrivato in digital. Un consiglio? Non perdetelo

Seberg
Seberg

VENEZIA – Kristen Stewart, prima di Seberg (appena arrivato su CHILI, lo trovate qui), ne ha fatta di strada. Panic room, Into the Wild, Disastro a Hollywood. Era solo una bambina quando mosse i primi passi nell’industry. Poi, l’evento decisivo: la parte di Bella Swan nel drama-rom-fantasy Twilight. Un ruolo di una rilevanza tale da permettere all’attrice lo slancio per la propria carriera, ma allo stesso tempo un fardello che troppe volte un’interprete ha difficoltà ad allontanare. Eppure, tanto la Stewart quanto Robert Pattinson, sono riusciti a togliersi di dosso la maschera degli innamorati per avviarsi incontro alle loro carriere, tra le più variegate, selezionate e riconosciute a livello internazionale.

Kristen Stewart in Seberg
Kristen Stewart in Seberg

Strana come a volte si trasforma la vita: se è il successo hollywoodiano ad aver permesso la spinta decisiva per il percorso di attrice di Kristen, è stato poi il cinema francese a legittimarla, con la collaborazione con Olivier Assayas che ha portato la neodiva all’affermazione decisiva della propria versatilità. È incredibile, dunque, come a volte i cerchi si chiudono lì, dove più punti si incontrano. È così che avviene alla luce in Seberg, riuscito incrocio tra un film commerciale dall’attitudine indie, con l’icona di Godard persa tra la rincorsa affannosa al box office e la poesia dei boulevard parigini.

Seberg
Una scena del f

Interpretando la Seberg, la Stewart incarna alla massima potenza la sua ambivalenza di attrice, dell’assistente che scompare per i monti di Sils Maria alla prossima corsa fuori di testa in Charlie’s Angels. Ma, pur vestendo in maniera incantevole i medesimi abiti di Jean Seberg, non è della storia del cinema francese che il film di Benedict Andrews tratta, ma piuttosto della vita da attivista che l’attrice ha da sempre perseguito e di cui l’opera si fa carico, esplorando i legami della donna con il capo del movimento per i diritti dei neri Hakim Jamal (Anthony Mackie alias Falcon, sempre perfetto nda) e delle intercettazioni che ne confermarono il legame.

Kristen Stewart
Kristen Stewart nel film

Andrews presenta fuori concorso un’opera che, come avrebbe voluto la stessa Seberg, si concentra nell’assumere una rilevanza che trascende il semplice statuto cinematografico. Un film che rivela le indicibili verità di una donna mano a mano distrutta, che si trasforma attraverso il tempo della pellicola e muta così anche nelle tempra della sua attrice protagonista. E, così, con un viso mai stato più dolce, la Stewart si abbandona, boccette delle pillole alla mano e i resti della furia incontrollabile alla ricerca di qualche cimice sparpagliati sul pavimento.

Seberg
Cosa rimarrà del film Seberg? Il volto di Kristen Stewart

Un biopic che poi prende le tinte del thriller investigativo per un film fatto di collegamenti umani, uditivi, fotografici. Un dossier che ricerca la fragilità della stella francese e la ritrova in una Stewart mai vista tanto delicata, se non nel Café Society di Woody Allen. Ma se a New York era l’illusione dolceamara a far sospirare l’interprete, in Seberg è l’affanno di scoprire cosa si nasconde dietro a quelle registrazioni. Un coinvolgimento nelle Pantere Nere che le costerà la salute; un ruolo, per la giovane Stewart, di cui ricorderemo la fragilità dei pensieri, rispecchiati sul suo volto.

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