in

Sebastiano Pigazzi: «Io, l’incontro con Guadagnino e questo virus chiamato recitazione…»

Il nipote di Bud Spencer racconta il conflitto iniziale con la vocazione attoriale, la libertà ricevuta da Guadagnino e il desiderio di non sentirsi mai “arrivato”.

ROMA – Classe 1996, nato negli Stati Uniti ma profondamente legato alle sue radici italiane, Sebastiano Pigazzi è uno di quei volti che non passano inosservati. Nipote del leggendario Bud Spencer, ha scelto di farsi strada da solo, spinto non tanto dall’eredità familiare quanto dall’incoraggiamento inaspettato di Gabriele Muccino e da un incontro fortuito con Luca Guadagnino che cambierà la sua carriera. Dopo il debutto nella serie We Are Who We Are e il ruolo da protagonista in Time Is Up, Pigazzi è approdato nel cast principale di And Just Like That, il sequel di Sex and the City, portando un tocco italiano nella celebre saga newyorkese. Con due nuovi progetti all’orizzonte — uno italiano, l’altro internazionale — il suo percorso è solo all’inizio. Noi di Hot Corn lo abbiamo intervistato per parlare di famiglia, occasioni inaspettate e della libertà di costruire il proprio cammino, senza etichette.

Essendo nipote di Bud Spencer, quanto ha influenzato la tua eredità familiare nel tuo approccio alla recitazione, anche se dici che la spinta è arrivata da Gabriele Muccino?

S: «In realtà non ha influenzato molto. La scelta di fare l’attore è avvenuta dopo anni di un conflitto interiore tra me stesso e questo virus chiamato recitazione, e alla fino ho perso».

Il tuo incontro fortuito con Luca Guadagnino in aeroporto ha cambiato la tua carriera. Cosa ti ricordi di quel momento e come ti ha trasformato come attore?

S: «Abbiamo parlato del cinema, del suo passato e mi consigliò dei film da vedere. È stato un incontro semplice bello… umano. Non mi aspettavo una accoglienza cosi calorosa. Mi ha dato libertà e fiducia, che per un attore sono forse le cose più importanti»

Hai recitato in produzioni italiane e internazionali. Cosa cambia nel tuo metodo di lavoro tra questi due mondi?

S: «Il mio metodo cambia spesso a prescindere da dove giro. Cerco sempre di mantenere una mentalità amatoriale per cercare di scoprire cose nuove e non avere certezze».

Mario Cantone e Sebastiano Pigazzi

Nel tuo nuovo ruolo in And Just Like That, interpreti un italiano che si inserisce in un contesto molto americano: quanto di te hai portato in quel personaggio?

S: «Abbiamo veramente poco in comune oltre alle nostre origini e questa cosa mi piace molto. Non mi piace interpretare me stesso».

Chi sono i tuoi miti? Gli attori la cui stima non finirà mai

S:«Ne ho troppi. Russell Crowe, Dustin Hoffman, Denzel Washington, John Cazale Christian Bale. Edward Norton, Volonté, Mastroianni… potrei continuare».

LEGGI ANCHE

Assaporando Parigi: una commedia tra formaggi, scelte e rinascita

Chiedi chi era Luis Buñuel | Come e perché riscoprire un genio spesso dimenticato

Untamed, la serie più vista al mondo su Netflix: il nuovo crime-thriller con Eric Bana conquista tutti

Lascia un Commento

Luis Buñuel

Chiedi chi era Luis Buñuel | Come e perché riscoprire un genio spesso dimenticato

VIDEO I Sotto le nuvole, il trailer del nuovo documentario di Gianfranco Rosi