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Ancora un giorno | Cosa succede se Ryszard Kapuściński diventa un cartone animato?

Finalmente c’è una data: il 24 aprile arriva l’adattamento del reportage del giornalista polacco

Ryszard Kapuściński in versione animata in Ancora un giorno.

MILANO – Ancora abituati ad accostare istintivamente l’animazione a cartoon per bambini, spesso  in Italia veniamo spiazzati da coraggiose traduzioni animate di temi molto lontani dall’infanzia. Successe dieci anni fa con un capolavoro come Valzer con Bashir, accadde nuovamente poco dopo con Persepolis di Marjane Satrapi. Non sono casi isolati, da sempre c’è una tradizione che dalle graphic novel conduce a certo tipo di cinema, ma il pubblico italiano ne è storicamente lontano. Gradualmente però le cose stanno cambiando e a riprova il 24 aprile – grazie a I Wonder – arriva in sala anche in Italia Ancora un giorno, tratto dall’omonimo (fondamentale) libro scritto da Ryszard Kapuściński e edito da Feltrinelli.

Un frammento di Ancora un giorno.

Ma chi è Kapuściński? Giornalista e reporter polacco, Kapuściński nel 1975, dopo la guerra di liberazione, si trova in Angola, un Paese che smette di essere una colonia portoghese e conquista l’indipendenza. Intrappolato nell’assedio di Luanda, Kapuściński inizia a raccontare quello che succede, smarrito in una guerra che ancora non è finita, perso in una città da cui tutti scappano: prima i portoghesi, poi i negozianti, la polizia, i tassisti, i barbieri, la nettezza urbana, anche i cani. Quel libro adesso è diventato un film, un adattamento d’animazione firmato da due registi, Raúl de la Fuente e Damian Nenow, che si sono cimentati in un’impresa apparentemente impossibile.

«Cos’è Ancora un giorno? Un libro estremamente personale», ha ricordato Kapuściński, scomparso nel 2007. «Quelle pagine non parlano della guerra o delle fazioni in conflitto, ma del sentirsi persi, della paura che proviamo verso ciò che non conosciamo e dell’incertezza del destino di ognuno di noi. A volte capita che riusciamo a ritrovare noi stessi mentre viviamo situazioni in cui siamo sicuri che non riusciremo a sfuggire alla morte. E giorno dopo giorno, al nostro risveglio, pensiamo: oggi ci attende un altro giorno in vita, e domani ancora un altro giorno». Passato a Cannes l’anno scorso, miglior film d’animazione agli EFA, Ancora un giorno adesso arriva in sala, opera destinata a diventare cult.

Così il viaggio di Kapuściński si trasforma in un racconto visivamente potentissimo, in cui l’animazione si unisce al documentario, interviste si mescolano a ricordi, con la somma di continui stili differenti, tra live acting, graphic novel, reportage e visioni surreali. «Fai in modo che non ci dimentichino»: era questo l’imperativo che sentiva addosso il reporter tra le strade sterrate e i villaggi dell’Angola in piena guerra civile e così ha fatto, al punto che lo spettatore ora si trova davanti al riluttante comandante Farrusco, schierato con i più deboli, o la guerrigliera Carlota, che anziché sparare vorrebbe guarire. E chi viene ricordato non morirà e le vittime possono vivere ancora un giorno. «Kapuściński? Vale più di mille scribacchini che si lamentano di continuo», disse di lui Salman Rushdie. Il tempo gli ha dato ragione.

  • Qui potete vedere il trailer di Ancora un giorno:

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