VENEZIA – A 120 anni dalla nascita di Roberto Rossellini, il suo cinema torna protagonista sulla scena internazionale grazie a una grande iniziativa firmata Cinecittà. La rassegna, intitolata Roberto Rossellini Prefers Real Life, porterà negli Stati Uniti alcuni dei titoli più importanti della filmografia del regista, celebrandone l’enorme influenza sulla storia del cinema.
Il titolo dell’iniziativa richiama il celebre saggio pubblicato nel 1963 da François Truffaut, che riconobbe in Rossellini una figura fondamentale per la nascita della Nouvelle Vague e arrivò a definirlo il padre ideale della nuova generazione di cineasti francesi.
La prima tappa americana sarà Los Angeles, dove la retrospettiva verrà ospitata dall’Academy Museum a partire dal 4 novembre e proseguirà per tutto il mese. All’inaugurazione è prevista anche la presenza di Isabella Rossellini.
Dal 20 novembre, la rassegna si sposterà invece a New York, negli spazi del Film Forum, dove il programma potrebbe arricchirsi anche con un nuovo restauro.
Il pubblico americano avrà l’occasione di riscoprire alcune delle opere che hanno segnato non solo la carriera di Rossellini, ma l’evoluzione stessa del linguaggio cinematografico.
Tra i film selezionati figurano Roma città aperta, Paisà, Germania anno zero, L’amore, Stromboli, Francesco, giullare di Dio, Viaggio in Italia, La macchina ammazzacattivi, Europa ’51, La paura e Giovanna d’Arco al rogo.
Una parte consistente dei titoli è stata oggetto di interventi di restauro curati da Cinecittà, con l’obiettivo di restituire queste opere al pubblico in condizioni di visione il più possibile vicine alla loro concezione originale.
A completare la retrospettiva saranno inoltre alcuni documentari dedicati alla figura del regista e al suo universo familiare e artistico: Viva Ingrid! di Alessandro Rossellini, Rossellini visto da Rossellini di Adriano Aprà e My Dad Is 100 Years Old di Isabella Rossellini.
Prima di attraversare l’Atlantico, il progetto passerà però dalla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Il 5 settembre, nella sezione Venezia Classici, sarà presentata la nuova versione restaurata in 4K di Viaggio in Italia.
Realizzato nel 1954, il film racconta la crisi matrimoniale di Katherine e Alex, una coppia dell’alta borghesia inglese che arriva a Napoli per occuparsi della vendita di una casa ricevuta in eredità. Il viaggio, inizialmente legato a una questione pratica, finisce per mettere a nudo le difficoltà del loro rapporto.
A interpretare i due protagonisti sono Ingrid Bergman e George Sanders. Per Bergman si trattò della terza collaborazione cinematografica con Rossellini, dopo Stromboli ed Europa ’51.
La lavorazione del film fu tutt’altro che convenzionale. Rossellini era partito dall’idea di adattare il romanzo Duo di Colette, ma la scrittrice negò successivamente i diritti, costringendo il regista a ripensare completamente il progetto. Il risultato fu un film costruito con grande libertà, anche attraverso una sceneggiatura sviluppata praticamente giorno per giorno.
Alla sua uscita, Viaggio in Italia divise profondamente la critica. Proprio quelle caratteristiche considerate allora problematiche — la struttura poco tradizionale, l’utilizzo della luce naturale e un approccio al suono lontano dagli standard dell’epoca — sarebbero diventate fondamentali per i giovani autori francesi che stavano preparando la rivoluzione della Nouvelle Vague.
Registi e critici come Jacques Rivette e François Truffaut riconobbero immediatamente la portata innovativa dell’opera, contribuendo negli anni successivi alla sua rivalutazione.
La celebrazione americana di Rossellini nasce dunque da un percorso che parte da Venezia e arriva negli Stati Uniti, riportando al centro dell’attenzione un autore che ha contribuito a cambiare per sempre il modo di fare e guardare il cinema.
Come sottolineato da Manuela Cacciamani, amministratore delegato di Cinecittà, l’obiettivo è proprio riaffermare la dimensione internazionale dell’eredità di Rossellini e ricordare come il cinema italiano, attraverso opere come Viaggio in Italia, sia riuscito a trasformare il linguaggio della settima arte ben oltre i confini nazionali.





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