VENEZIA – È Ritorno a Buenos Aires di Marco Bechis, presentato in concorso a Venezia 83, il vincitore del Premio Francesco Pasinetti 2026 per il cinema italiano. Il riconoscimento, assegnato come da tradizione dai Giornalisti Cinematografici Italiani (SNGCI), premia il miglior film e le migliori interpretazioni protagoniste tra le opere italiane presentate alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia.
Il film di Bechis conquista anche il premio per il miglior attore protagonista, assegnato ad Adriano Giannini, mentre il Pasinetti per la migliore attrice protagonista va a Vanessa Scalera per Il fuoco che ti porti dentro di Edoardo De Angelis, anch’esso in concorso a Venezia 83.
A completare il palmarès è il Premio Pasinetti Speciale assegnato a La ragazza con la Leica di Alina Marazzi, presentato nella sezione Orizzonti. I Giornalisti Cinematografici hanno voluto sottolineare in particolare la capacità del film di valorizzare il patrimonio d’archivio e le immagini di cronaca d’epoca nel racconto della vicenda di Gerda Taro, pioniera della fotografia di guerra, morta giovanissima sul campo nel 1937.
La scelta di Ritorno a Buenos Aires come miglior film italiano della Mostra premia un’opera che, oltre alla forza della narrazione cinematografica, riporta al centro il tema del cinema civile e della memoria.
Il film affronta il processo agli ex militari responsabili delle torture durante la dittatura argentina e prende ispirazione dalla storia di Mariano Guerra, il medico che, dopo trentatré anni, torna in Argentina per testimoniare in aula. Un viaggio nel passato che conduce fino alla memoria delle vittime del Garage Olimpo, luogo simbolo della repressione e delle torture durante la dittatura.
Nella motivazione del premio, i Giornalisti Cinematografici definiscono l’opera di Bechis «un film importante» capace di riaccendere l’attenzione su temi di forte impegno civile. Una scelta che sottolinea anche la continuità della ricerca artistica e della tensione morale che hanno caratterizzato il cinema del regista.
Per Ritorno a Buenos Aires arriva anche il riconoscimento ad Adriano Giannini, premiato come miglior attore protagonista.
La sua interpretazione è stata apprezzata per la capacità di attraversare il conflitto interiore del personaggio, sospeso tra il peso del passato e la necessità di affrontarlo nuovamente. Il viaggio verso Buenos Aires diventa così anche un percorso nella memoria, fino al confronto in aula con una tragedia personale e collettiva.
Il Pasinetti riconosce a Giannini una prova capace di tenere insieme emozione e riflessione, rendendo visibile il tormento di chi è sopravvissuto e deve fare i conti con il dolore e con il senso di colpa a distanza di decenni.
Il premio alla migliore attrice protagonista va invece a Vanessa Scalera per Il fuoco che ti porti dentro di Edoardo De Angelis.
L’attrice interpreta Angela, una madre che arriva a Milano e trasforma la vigilia di Natale in una drammatica resa dei conti familiare. Attorno alla tavola e ai fornelli emergono rancori, tensioni e ferite mai rimarginate, mentre il confronto con il figlio, la nuora e i nipoti diventa il cuore emotivo del film.
La motivazione del Pasinetti sottolinea la forza dell’interpretazione di Scalera, capace di incarnare una figura femminile «potente e feroce» e di muoversi sul confine tra commedia e tragedia, facendo emergere attraverso la violenza verbale le contraddizioni di una famiglia e, più ampiamente, di un’Italia segnata da qualunquismo e razzismo.
Un riconoscimento speciale è stato assegnato infine a La ragazza con la Leica di Alina Marazzi, presentato nella sezione Orizzonti.
Il film racconta la storia di Gerda Taro, fotografa di guerra e figura pionieristica del fotogiornalismo, attraverso una narrazione che intreccia cinema, memoria e materiali d’archivio. Nel film, Gerda Taro è interpretata da Emilia Schüle, mentre Robert Capa, con cui ebbe anche una relazione sentimentale, è interpretato da Aaron Altaras.
Il Pasinetti Speciale premia in particolare il lavoro di ricerca e il riuso degli archivi, considerati elementi capaci di arricchire la narrazione cinematografica e restituire al pubblico la modernità e il coraggio di una donna che ha attraversato la guerra attraverso l’obiettivo della sua macchina fotografica.
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