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Pete Docter: «Soul, il senso della vita e l’importanza delle scintille»

Il direttore creativo della Pixar ha raccontato la genesi del film, tra jazz, passioni e ricordi d’infanzia

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ROMA – Pete Docter l’ha fatto di nuovo. Dopo le sceneggiature di Toy Story e il passaggio alla regia con Monsters & Co, Up e Inside Out, il direttore creativo della Pixar ha firmato un nuovo, incredibile film d’animazione. Stiamo parlando di Soul, pellicola al ritmo di jazz sul senso della vita che, dopo aver aperto la 15ª edizione della Festa del Cinema è disponibile su CHILI. Un film che si interroga sulle passioni che ci muovono mentre ci ricorda il valore delle piccole cose, apparentemente insignificanti come una melodia ascoltata in metro o una fetta di pizza. «Questo film ci porta a chiedere se davvero basta una passione per sentirsi realizzato nella vita. Può sembrare una follia per il pubblico a cui ci rivolgiamo ma Soul si interroga sul senso della vita. E alla Pixar abbiamo la fortuna di poterlo fare in modo divertente».

LE TEMATICHE «Essere invitati in un festival ci ricorda che i nostri non solo film per bambini ma un mezzo espressivo diverso con cui comunicare attraverso immagini e suoni. Questo ci consente di affrontare argomenti profondi, con un tono delicato e leggero, certo, ma sotto sotto si parla si argomenti importanti. Un compito che prendiamo molto sul serio alla Pixar».

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Una scena di Soul. Regia di Pete Docter

I CONTRASTI «Avere contrasti cromatici ed elementi diversi è fondamentale in un film d’animazione. Disegnare il mondo etereo di Soul è stato impegnativo ma avere come riferimento quello reale è stato importantissimo. Molte idee sono nate proprio in contrapposizione le une con le altre. Noi esseri umani abbiamo la nostra essenza e il nostro corpo, due elementi diversi che ci hanno permesso di esplorare le due anime del film».

Una scena del film

L’ANIMAZIONE «Se nasce prima il personaggio o il contesto? Non abbiamo una regola prestabilita, dipende dal progetto. In genere si parte dal personaggio e si guarda al contesto come se fosse un qualsiasi set per rispecchiare cosa prova il protagonista. Con l’animazione non si tratta però di prendere solo una cinepresa e filmare, tutto deve essere progettato, illuminato. Un lavoro attento e minuzioso regolato per creare un legame con il personaggio. La scelta dell’ambientazione per Soul era tra New Orleans e New York. Abbiamo iniziato ad analizzare i singoli aspetti che per noi avevano senso nella trama e la nostra squadra artistica ha reso vivide le immagini del Queens e introdotto un tocco di stile per rendere tutto il risultato di un lavoro d’animazione».

Un’immagine del film. Regia di Pete Docter

SOUL «Questo film è forse nato per una mia crisi di identità. A otto anni mi sono innamorato del disegno. Ma dopo Inside Out mi sono detto di aver raggiunto un risultato che mi soddisfaceva. Questo film ci porta a chiedere se davvero basta una passione per sentirsi realizzato nella vita. Può sembrare una follia per il pubblico a cui ci rivolgiamo ma Soul si interroga sul senso della vita. E alla Pixar abbiamo la fortuna di poterlo fare in modo divertente per un pubblico trasversale».

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Un’immagine di Soul

LA MUSICA «Tutta la mia famiglia è composta da musicisti. Tutti, tranne me. Io sono la pecora nera. Anche se la musica mi ha influenzato molto. Credo che l’animazione sia una forma d’arte che si basa sul tempo. Un’unica inquadratura può cambiare tutto, ecco perché ho sviluppato questa passione».

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  • Soul: celebrazione esistenziale e musica jazz in uno dei migliori film Pixar

Qui potete vedere il trailer di Soul:

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