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Minamata | Johnny Depp riparte dalla storia vera di W. Eugene Smith

Alla Berlinale il divo diventa il fotoreporter che denunciò i danni dell’inquinamento da mercurio

Minamata

MILANO – «Una foto è una voce piccola, nella migliore delle ipotesi, ma a volte – solo a volte – una fotografia o un insieme di scatti possono portare i nostri sensi alla consapevolezza» sosteneva W. Eugene Smith, leggendario fotoreporter di guerra che rivive al cinema in Minamata, grazie al talento (ritrovato?) di Johnny Depp. Presentato nella sezione Special Gala della Berlinale 2020, il biopic firmato da Andrew Levitas svela la vera storia del fotografo di guerra che, attraverso il suo fedele obbiettivo, raccontò al mondo le drammatiche conseguenze dell’avvelenamento da mercurio.

Minamata
Jonny Depp e Minami sono W. Eugene e Aileen Smith in Minamata

Nel 1971 su incarico del direttore della rivista Life Robert Hayes (Bill Nighy), Eugene abbandonò infatti la sua vita da recluso per recarsi nel Sud del Giappone. Più precisamente a Minamata, dove la popolazione affrontava ogni giorno gli effetti di un disastro ambientale senza precedenti, dovuto alla condotta illegale della Chisso Corporation. Nonostante i suoi problemi di alcolismo e gli strascichi fisici e psicologici di una ferita al volto causati da una granata che lo colpì nel 1945, Eugune realizzò alcuni degli scatti migliori della sua carriera, lottando fianco a fianco con i cittadini di Minamata che volevano vedere riconosciuti i propri diritti.

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Depp e Bill Nighy in una scena di Minamata

«Spero che sia una rappresentazione di Gene accurata, per quanto sono riuscito a
ricavare informazioni su di lui grazie a tutto ciò che ho letto e all’incontro con le persone che lo conoscevano come Aileen (la moglie di Smith che nel film ha il volto di Minami, Nda)» ha spiegato Depp. Per l’occasione l’attore – che è anche produttore di Minamata – ha scelto di invecchiarsi, abbandonando le maschere caricaturali e le interpretazioni sopra le righe che hanno fatto la sua fortuna.

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Il vero W. Eugene Smith che al cinema ha il volto di Johnny Depp in MInamata

«Eugene era un tipo complesso. Un po’ pazzo, un’ po genio. Era un bohémien che è entrato in una cultura così calma, serena e pacifica. Lui era una bomba a orologeria: aveva un tale dolore dentro che avrebbe fatto di tutto per sfuggire a quella sensazione. Ma penso che Minamata lo abbia aiutato ad aprirsi di nuovo». Inevitabilmente il pensiero va alle ultime vicissitudini personali e professionali del divo (il drammatico divorzio da Amber Heard, gli eccessi, la fine della collaborazione con la Disney). E allora forse l’intuizione: Minamata salverà anche il pirata Depp?

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