ROMA – C’è sempre un confine che Mads Mikkelsen ama superare. Lo abbiamo visto trasformarsi in villain indimenticabili (Casino Royale, Doctor Strange), in uomini allo sbando (Un altro giro) e persino in esploratori tra i ghiacci (Arctic). Ora l’attore danese torna a sfidare i limiti dell’umano in Ami, il survival sci-fi diretto da Fernando Szurman che promette di unire tensione spettacolare e intimità emotiva.
La trama? Un astronauta sopravvive a un disastro che lo scaraventa su un pianeta ignoto, lontano da ogni mappa conosciuta. Qui la sopravvivenza non è solo questione di ossigeno e risorse: è anche una lotta contro la solitudine e i propri fantasmi. A fargli compagnia c’è Ami, intelligenza artificiale dalle sembianze di Diane Kruger, guida e specchio in un viaggio che mette in gioco tanto il corpo quanto l’anima.
Girato in Spagna, scritto da John Wesley Norton ed Ezequiel Martinez Jr., Ami si preannuncia come una di quelle esperienze cinematografiche capaci di fondere il grande spettacolo sci-fi con la riflessione più intima. Un film che ricorda quanto Mikkelsen sia uno degli interpreti più camaleontici e magnetici della sua generazione, pronto ancora una volta a sorprendere.
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