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L’inedito da riscoprire: Vite da Popstar e l’irresistibile ascesa di Andy Samberg

Fenomeno in America, poco noti in Italia: perché dovete vedere il mockumentary dei The Lonely Island

Quanto è difficile essere una popstar? Chiedetelo a Connor4Real. Mantenere una vita social per i propri fan, rendere sempre più elettrici i tour, trovare la maniera per sponsorizzare al massimo il proprio lavoro e far capire, così, di non essere una meteora di passaggio. Incastrare tutto questo non è affatto un lavoro facile, no, soprattutto quando non si può rinunciare ai capricci necessari di cui ogni celebrità ha bisogno. In uno dei mockumentary più divertenti, ideato da uno dei gruppi di maggior irriverenza del panorama comico degli ultimi anni, Vite da Popstar è la presa in giro della follia nello show business americano, nato dall’unica mente che sappia unire musica e sfacciataggine con perfetta coesione come quella dei The Lonely Island.

Alternando interviste a momenti rubati di Connor4Real (Andy Samberg) e mostrandone il lancio del nuovo disco, il film diretto da Akiva Schaffer e Jorma Taccone – due dei componenti del trio – è l’onesto specchio della superficialità dello spettacolo su cui i The Lonely Island sanno di poter infierire grazie all’utilizzo della commedia e che infatti, sovraccaricando il racconto, restituisce un quadro della vita del cantante tanto spassoso quanto brutale. Senza rifarsi a nessuna star in particolare, ma con la possibilità di riconoscere nei vizi alcune personalità della musica più o meno note (da Eminem in su), la linea del film segue il successo e la caduta mettendo sul tavolo un set di stereotipi per manipolarli secondo la riuscita della risata, e mostrandosi in grado di ragionare, con l’uso di questo genere filmico, sulla vacuità della fama.

Andy Samberg – terzo componente del team – è un Connor infantile e accecato dalla notorietà che, unendo la megalomania all’ingenuità, trasporta il suo fare da performance su un livello in cui riesce a dare luce sia alle sue capacità come attore, che come comico, che, infine, come cantante. Un protagonista dai contorni intelligentemente idioti per una commedia che plasma il demenziale a suo piacere per trasformarlo in geniale, con un acume che è la vera freccia con cui punge l’interesse e l’ilarità dello spettatore.

Tante le star che hanno contribuito a rendere reale il mockumentary, chi nella parte di se stesso chi invece in ruoli definiti, aumentando il prestigio del film e mostrando come l’universo della musica sappia anche prendersi in giro. Risate, eccessi, carriera e uno degli aspetti più divertenti è proprio riconoscere le varie apparizioni, da NAS a Mariah Carey, da Ringo Starr a Usher, dagli Arcade Fire a Danger Mouse fino a (!) Kirk Douglas, ma ci sono anche vecchi amici di Samberg come Bill Hader, Sarah Silverman, Will Arnett e la moglie, la cantante folk Joanna Newson. E poi – non ultimo – ecco le hit che compongono la playlist della colonna sonora. Perché in fondo Connor è così: I’m so humble”. Se volete ridere, accettate il consiglio.

Volete cantare insieme ai The Lonely Island? Li trovate su CHILI: Vite da Popstar

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