ROMA – Un nome, una promessa. Letizia Battaglia ha dedicato la vita alla lotta, alla testimonianza, alla rappresentazione della sua Sicilia – una terra sospesa tra bellezza e atrocità – e all’affermazione della dignità femminile, sempre attraverso il filtro dell’arte. «In una foto convergono i film che ho amato, gli scrittori che ho amato, le persone che ho amato: in quel momento lì, c’è tutto». Con queste parole Letizia Battaglia – scomparsa nel 2022 dopo una lunga malattia – descriveva il mistero e la potenza dello scatto fotografico. Un istante infinitesimale che, nelle sue mani, diventava un atto politico, poetico, d’amore.

Nata a Palermo il 5 marzo 1935, Letizia Battaglia è stata la più grande fotografa italiana e una delle voci artistiche più coraggiose del Novecento; la prima donna europea a ricevere il prestigioso Premio “Eugene Smith” per la fotografia. Il suo nome è legato indissolubilmente al racconto della cronaca nera e alla denuncia della sanguinaria mafia siciliana. Per oltre vent’anni, ha documentato i delitti di Cosa Nostra nei suoi anni più feroci, collaborando con il quotidiano L’Ora e dando un volto al dolore personale e collettivo. I suoi scatti più noti sono pietre miliari della memoria visiva italiana: l’assassinio di Piersanti Mattarella (fratello dell’attuale Presidente della Repubblica), l’uccisione di Salvo Lima, l’arresto di Leoluca Bagarella, il ritratto di Rosaria Schifani (vedova dell’agente Vito, morto nella strage di Capaci), immagini simboliche come La bambina con il pallone, Il gioco del killer e tante altre. In un mondo dominato da uomini – quello della cronaca nera – Letizia seppe conquistare rispetto e ascolto, stringendo anche legami professionali e umani con figure come Boris Giuliano, capo della squadra mobile di Palermo, anch’egli vittima della mafia.

Dopo le stragi del 1992 in cui persero la vita Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, Letizia prese le distanze dalla fotografia di cronaca, ma non smise mai di raccontare. Ritornò a fotografare privilegiando soggetti femminili, ritratti enigmatici, giovani donne, corpi liberi e ribelli: un inno alla vitalità, alla sensualità e all’emancipazione. Letizia Battaglia amava i film di Pasolini, Visconti, Bergman, e spesso citava il linguaggio cinematografico come fonte d’ispirazione per la sua fotografia: «Ogni scatto è anche un’inquadratura, una scena. Amo il cinema e la fotografia come se fossero la stessa cosa». Nei suoi scatti si respira infatti un forte senso narrativo e drammatico, quasi cinematografico: le ombre, i volti, le composizioni sembrano frame sospesi di una tragedia collettiva.

È stata una presenza centrale nei film e documentari a lei dedicati, spesso con una forza scenica pari a quella dei grandi interpreti. In particolare, nel documentario La mafia non è più quella di una volta di Franco Maresco (2019), Letizia non è solo un testimone, ma una vera attrice e narratrice, capace di sferzare la retorica antimafia con lucidità e sarcasmo. La sua figura, dura e dolce insieme, si staglia nel film come una coscienza viva, polemica, dolente. Un cinema della realtà, ma anche un cinema della memoria. Letizia Battaglia non è stata solo una testimone del dolore, ma anche attivista, artista e donna in costante ricerca di sé, capace di rinascere più volte attraverso il proprio sguardo. Nell’ultima parte della sua vita si è dedicata alla testimonianza della malattia che da tempo l’aveva colpita, realizzando un progetto in cui ha ritratto donne malate di cancro, concentrandosi sulla loro forza e bellezza interiore, e non sulla malattia stessa. Per celebrare la sua vita e la sua arte ecco alcuni documentari e serie che cercano di ritrarre la sua potenza e il peso che il suo lavoro ha avuto sul nostro paese.

- Shooting the Mafia (2019) – Documentario di Kim Longinotto
Un ritratto profondo e commovente, in cui Letizia stessa racconta la sua vita e la sua arte. Immagini di repertorio, interviste e spezzoni di film ne costruiscono un affresco intimo, poetico e militante.
- Letizia Battaglia – Una donna contro (2022) – Docufilm Rai
Un film documentario trasmesso da Rai 3 e disponibile su RaiPlay, che ripercorre la vita della fotografa attraverso testimonianze e materiali d’archivio. Perfetto per chi cerca un’introduzione completa e accessibile.
- Solo per passione – Letizia Battaglia fotografa(2022) – Miniserie Rai, regia di Roberto Andò
Con Isabella Ragonese nei panni della protagonista, la serie in due puntate racconta la vita privata e pubblica di Letizia: la ribellione giovanile, i suoi amori, la fotografia, la mafia, la lotta civile.
- La mafia non è più quella di una volta (2019) – Film documentario di Franco Maresco
Un’opera caustica e originale, Leone d’Argento a Venezia, in cui Letizia Battaglia appare come una figura centrale di coscienza civile. Il film riflette sull’eredità delle stragi di mafia e sul declino della memoria collettiva.
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