ROMA – C’è una frase che, più di tutte, fotografa lo stato attuale dell’industria cinematografica: il marketing non è più solo marketing. Al Sundance Film Festival 2026, durante il panel Storytelling for Fans – The Future of Audience Engagement organizzato da Variety e Adobe, è emerso con chiarezza come il successo di un film oggi possa nascere — e crescere — quasi interamente nelle mani del pubblico.
Il caso studio più potente è quello di KPop Demon Hunters, film d’animazione che ha costruito un fandom globale senza una strategia promozionale tradizionale. A raccontarlo è stata la sceneggiatrice Hannah McMechan, che ha attribuito l’esplosione del film quasi esclusivamente agli edit dei fan su TikTok: fancam dei personaggi, clip musicali trattate come debutti idol, thread di lore e fan art che hanno trasformato i protagonisti in vere e proprie pop star animate.
Il risultato? Numeri record su Netflix, una candidatura agli Oscar e un pubblico che non si è limitato a guardare il film, ma lo ha adottato, reinterpretato e rilanciato. Un successo nato dal riconoscimento profondo di un immaginario condiviso: K-pop, anime, cultura fandom. Non solo un target da intercettare, ma una vera e propria comunità da rispettare.
Dal punto di vista degli interpreti, il discorso non cambia. Anche Mason Gooding ha sottolineato come oggi il lavoro attoriale passi dalla capacità di entrare in risonanza con ciò che l’opera vuole dire al suo pubblico, favorendo una dimensione collettiva dell’esperienza cinematografica. Non più l’autore solitario, ma un ecosistema di voci che dialogano.
TikTok, in questo senso, è diventato il vero acceleratore culturale. Lo ha dimostrato anche il passaparola digitale attorno a Sinners di Ryan Coogler, esploso tra mash-up, montaggi e contenuti creativi subito dopo l’uscita in sala.
Il messaggio che arriva da Sundance è chiaro: non esiste più solo lo storytelling for fans, ma soprattutto lo storytelling with fans. E il cinema che funziona davvero, oggi, è quello che sa lasciare spazio alle persone per farlo vivere oltre lo schermo.
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