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«La banda? Dei moderni Robin Hood» | Tokyo e il cast raccontano La Casa di Carta 3

Hot Corn era alla presentazione della terza stagione della serie disponibile dal 19 luglio su Netflix

La banda de La Casa di Carta

MILANO – «Il Professore? È a Bogotà». Parola di Denver, o meglio di Jaime Lorente, arrivato a Milano per presentare la terza parte de La Casa di Carta insieme a Ursula Corberó (Tokyo), Miguel Herran (Rio), Esther Acebo (Stoccolma) e la new entry Luka Peros (Marsiglia). «Come sarà questa terza stagione? Ritroverete quello che avete amato nei primi due capitoli, ma sarà tutto accentuato grazie all’entrata in gioco di Netflix». Parola di Miguel Herran che torna a vestire i panni di Rio, la cui cattura sarà il motivo che porterà la banda capitana da Il Professore (Alvaro Morte) a tornare in azione per organizzare la più grande rapina mai realizzata.

Ursula Corberó e Miguel Herranin una scena de La Casa di Carta 3

Disponibile dal 19 luglio su Netflix, la serie ideata da Álex Pina torna sul piccolo schermo a quattro anni dal debutto. «All’inizio non avevamo molte informazioni», ricorda la Acebo, «Neanche nelle nostre fantasie più sfrenate avremmo mai potuto immaginare di ritrovarci a fare promozione in giro per il mondo». Un successo globale che, come era facile prevedere, ha portato alla produzione di un nuovo ciclo di episodi. «Gli spettatori volevano sapere cosa fosse successo ai vari personaggi dopo la fuga, e quindi eccoli accontentati» scherza Lorente.

Alvaro Morte è Il Professore

E mentre è stata già confermata una quarta stagione, i protagonisti si soffermano a riflettere sul perché della popolarità dei loro personaggi e su cosa si cambiato tra la prima e la terza parte. «All’inizio organizzano la rapina per una mera questione economica e di sopravvivenza. Ora dietro le loro azioni c’è una motivazione più profonda, emozionale» sottolinea la Corberó, «Quando mi hanno detto che ci sarebbe stata una terza stagione mi sono chiesta cosa sarebbe cambiato. La trasformazione è stata esterna, noi siamo rimasti una famiglia costruita su fiducia e sincerità reciproca».

Un’immagine della terza stagione de La Casa di Carta

Ma il successo de La Casa di Carta si è esteso ben oltre i confini del piccolo schermo dando vita ad una vera e propria identificazione del pubblico nei confronti di quei “cattivi” visti come dei rivoluzionari, paladini di una moderna Resistenza. «Non ci aspettavamo che la maschera di Dalì sarebbe diventata un simbolo», confessa Lorente, «La mobilitazione delle persone è andata di pari passo al successo della serie». «Sicuramente anche la crisi economica che stiamo vivendo ha contribuito», riflette Luka Peros, «La gente è stufa della banche, delle promesse non mantenute, della ricchezza mal distribuita e vanno alla ricerca di eroi, di moderni Robin Hood».

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Qui potete vedere il trailer della terza stagione de La Casa di Carta:

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