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KING MARRACASH: dal 25 maggio il docufilm su Marracash

“KING MARRACASH”, il primo docufilm che ripercorre la carriera di Fabio Rizzo, in arte Marracash.

ROMA – King Marracash, un progetto unico prodotto da Groenlandia, in collaborazione con Disney+ e in associazione con Adler Entertainment, arricchito dalle testimonianze di chi ha condiviso il percorso dell’artista. Il docufilm — al cinema solo il 25, 26 e 27 maggio — racconta un anno fatto di ambizioni, sfide e traguardi del “King del rap italiano”, partendo da un’impresa senza precedenti: il primo tour negli stadi per un rapper italiano, con il momento più simbolico nella tappa di Stadio San Siro del 25 giugno 2025.

Diretto da Pippo Mezzapesa, che firma anche soggetto e sceneggiatura insieme a Antonella W. Gaeta, Chiara Battistini e Shadi Cioffi, il documentario ripercorre l’evoluzione dell’artista: dagli inizi tra rime sparse fino al successo discografico, attraversando momenti di slancio e fasi più complesse, tra luce e ombra, forza e vulnerabilità. Seguendo la linea dei racconti che mettono a nudo l’uomo dietro il personaggio pubblico, la cinepresa si concentra su Marracash, ma soprattutto su Fabio, esplorandone la dimensione più personale. Il film riporta lo spettatore nei luoghi dell’infanzia, tra i palazzi della Barona, dove è cresciuto, per poi spostarsi in Sicilia insieme alla sua famiglia. Attraverso un racconto intimo sviluppato nell’arco di un anno, il docufilm mostra la quotidianità dell’artista, i rapporti con amici e collaboratori, i riconoscimenti raggiunti, la musica e anche la sfera affettiva.

Il progetto rappresenta la chiusura ideale del percorso artistico di Marracash che, attraverso una trilogia di album, ha consolidato il suo ruolo centrale nella scena musicale italiana. Il viaggio si conclude con un gesto simbolico: un Block Party nel quartiere d’origine, un concerto pensato come restituzione e omaggio alle proprie radici. Non solo un ritorno, ma anche un segno di riscatto per chi proviene dalla “periferia di tutto”. Il film suggerisce che è possibile riscrivere il proprio destino e trasformarlo in musica — ma diventare il “King” del rap resta qualcosa di straordinario.

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