ROMA – Uno dei franchise più iconici dell’horror americano è pronto a tornare ancora una volta. The Texas Chainsaw Massacre avrà un nuovo capitolo cinematografico prodotto da A24 e affidato a una delle nuove promesse del genere: Curry Barker. La notizia è stata anticipata in esclusiva da Variety, che parla di una “reimagining” del classico del 1974 diretto da Tobe Hooper. Si tratta di un passaggio importante per una saga che, nel corso di oltre cinquant’anni, ha attraversato sequel, reboot, prequel e rilanci più o meno riusciti, senza però perdere il proprio peso simbolico nel cinema horror contemporaneo.
La scelta di Barker conferma la linea di A24 di investire su una nuova generazione di autori horror. Il regista si è fatto notare prima online con il microbudget Milk & Serial, diventato un piccolo caso tra gli appassionati, e successivamente con Obsession, presentato al Toronto International Film Festival e accolto con forte attenzione critica. Secondo Variety, Barker sarà coinvolto sia come sceneggiatore sia come regista del nuovo film, confermando il controllo creativo su un progetto che si annuncia molto diverso dai precedenti capitoli più industriali del marchio.
Lo studio, che negli ultimi anni ha ridefinito il rapporto tra horror d’autore e mercato grazie a titoli come Hereditary, Talk to Me, The Witch e X, sembra intenzionato a riportare Texas Chainsaw Massacre verso una dimensione più autoriale e meno puramente commerciale. Le testate di settore ricordano che A24 ha ottenuto i diritti del franchise dopo una lunga competizione tra più studios e produttori interessati alla proprietà. La definizione di “reimagining” lascia intendere che non si tratterà di un sequel diretto del film Netflix del 2022, né di una semplice continuazione della timeline esistente. Più probabile, invece, una rilettura contemporanea del mito di Leatherface e della famiglia Sawyer, riportando al centro gli elementi che avevano reso rivoluzionario l’originale del 1974: brutalità, disagio sociale, America rurale e violenza come metafora culturale.
Il primo The Texas Chain Saw Massacre, realizzato da Tobe Hooper con budget ridottissimo, è considerato una delle opere fondative dell’horror moderno. La sua estetica sporca, quasi documentaristica, e la figura di Leatherface hanno influenzato generazioni di registi e interi sottogeneri. Proprio per questo ogni nuovo capitolo della saga viene osservato con particolare attenzione: non solo come prodotto commerciale, ma come tentativo di confrontarsi con un classico intoccabile.
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