ROMA – In occasione dell’uscita della sesta stagione della tanto amata serie Mare Fuori, noi di HotCorn siamo andati a intervistare Francesco Di Tullio, che proprio in questa stagione avrà ampio spazio nell’universo della serie. Francesco Di Tullio ci ha raccontato le emozioni di questa nuova esperienza, di come la vita lo abbia portato verso la recitazione, del suo amore per la musica e dei suoi progetti futuri.
Federico Notari entra nella quinta stagione di Mare Fuori: che tipo di personaggio hai trovato quando hai letto il copione?
Per quanto riguarda la quinta stagione di Mare Fuori, ho trovato un copione in cui Federico, il mio personaggio, insieme a quello di Samuele, rappresentava quasi il male incarnato in due ragazzi. Il loro obiettivo era infatti quello di portare nella serie una maggiore oscurità e di recuperare quell’aspetto crudo che si era visto nelle prime stagioni e che, a mio parere, si era un po’ perso nel tempo. Per questo motivo ho lavorato molto su questo aspetto, cercando di capire come possa essere, dall’interno, un ragazzo che ha ormai completamente smarrito la retta via e non ha più una direzione né un punto di riferimento nella sua vita, se non Samuele.

Qual è stato l’aspetto più complesso da interpretare di questo personaggio?
Durante la sesta stagione ho incontrato diverse difficoltà nell’interpretare questo personaggio, proprio a causa della crescita emotiva che affronta. I conflitti interiori che vive sono molteplici: ad esempio quello tra Samuele e Lorenza, che rappresenta, interiormente, una scelta tra due versioni di sé, quella che è con Samuele e quella che è con Lorenza. Anche il modo in cui affronta il tradimento nei confronti di Samuele e l’abbandono di Lorenza sono stati aspetti complessi da interpretare. Tutte queste sfide mi hanno fatto crescere molto, sia a livello personale sia a livello recitativo. Federico ha vissuto cambiamenti importanti e, di conseguenza, li ho vissuti anch’io.

Hai iniziato a recitare molto giovane: quando hai capito che la recitazione sarebbe diventata la tua strada?
Quando ero più piccolo ho recitato in diversi cortometraggi, pubblicità e in qualche film, ma non avevo mai realmente pensato di fare l’attore nella vita. Grazie all’esperienza di Mare Fuori, che è arrivata quasi per caso, ho scoperto quanto sia affascinante il mondo del cinema e del teatro e quanto sia bello il lavoro dell’attore: la possibilità di mettere se stessi all’interno di situazioni diverse e riuscire a trasmettere qualcosa di proprio a tutte le persone che vedranno quel progetto. Mi sono ritrovato catapultato in un mondo pieno di vita, stimoli ed esperienze, e questo mi ha portato a decidere di voler fare questo nella mia vita.

Oltre alla recitazione sei anche musicista e autore di brani: quanto la musica influenza il tuo modo di recitare?
Penso che l’arte, in generale, colleghi tutte le sue forme: ogni tipo di arte è legato agli altri, perché ciò che utilizza sono sempre le emozioni, espresse in modi diversi ma allo stesso tempo simili. Per quanto riguarda la mia esperienza, riuscire a mettere ciò che provo o sento in un testo musicale è, per certi versi, simile al farlo attraverso un personaggio che sto interpretando. È proprio per questo che amo l’arte e ho deciso di vivere di arte: perché ti permette di essere te stesso, anche attraverso altre forme, come un personaggio o le parole e le note di una canzone che stai scrivendo.

Oltre a Mare Fuori sei coinvolto in nuovi progetti tra serie e teatro: cosa puoi anticiparci?
Ho avuto una prima esperienza teatrale con lo spettacolo Beyond Therapy, che mi ha permesso di esplorare un mondo molto diverso da quello del cinema e di prepararmi ad affrontare il monologo teatrale che porterò in scena ad aprile, intitolato Gen Z. Attualmente sto anche lavorando su altri set cinematografici per diverse serie TV Rai.
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