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INTERVISTE I Cartisia Somma: «Sharon di Mare Fuori? Sa che sbaglia, ma pensa sia l’unica strada possibile»

Tra le new entry di Mare Fuori 6, l’attrice racconta ambizione, responsabilità e il peso di entrare in una serie fenomeno

Cartisia Somma

ROMA – Tra i nuovi volti della sesta stagione di Mare Fuori, in onda da stasera su Rai 2, c’è Cartisia Somma, giovane attrice romana chiamata a interpretare Sharon, uno dei personaggi più forti e controversi delle nuove puntate. Arriva all’IPM insieme alle sue sorelle, portando con sé una storia fatta di sacrifici, responsabilità e un’ambizione feroce: uscire da una vita che non sente sua. Un personaggio che vive costantemente in bilico tra bisogno e scelta, tra desiderio di riscatto e conseguenze inevitabili. In questa intervista ai microfoni di Hot Corn Cartisia ci ha raccontato il lavoro su Sharon, l’impatto con una serie amatissima e il suo percorso tra studio e set.

Sharon è guidata da un’ambizione molto forte: è più una forma di sopravvivenza o una scelta consapevole?
«Secondo me Sharon è una ragazza molto determinata. Lei lavora al banco del pesce con la sua famiglia e aspira a una vita completamente diversa. È un po’ un mix tra sopravvivenza e scelta. Da una parte attiva una modalità di sopravvivenza per uscire da un mondo che non sente suo, quello delle sue origini, che percepisce come limitante. Dall’altra, però, a un certo punto decide consapevolmente di intraprendere una strada sbagliata. E la cosa interessante è proprio questa: lei sa che quella strada è sbagliata, ma pensa che sia l’unica possibile per ottenere ciò che desidera davvero».

Le relazioni che costruisce sono più dettate dall’affetto o dalla strategia?
«È sempre un equilibrio tra le due cose. Sicuramente con Carmela c’è un affetto vero, perché è una sua amica d’infanzia, una persona con cui è cresciuta e a cui tiene. Però, come spesso accade nei personaggi di Mare Fuori, soprattutto quelli più ambigui, c’è sempre anche una componente strategica. Carmela vede in Sharon un mezzo per i suoi traffici e per avere supporto anche all’interno dell’IPM, mentre Sharon vede in Carmela un’opportunità per arrivare a quella vita diversa che sogna. Quindi sì, c’è amicizia, ma sotto c’è sempre un secondo livello, più lucido e calcolato».

Entrare in una serie così amata è una grande opportunità, ma anche una responsabilità. Come l’hai vissuta?
«È stato sicuramente un grande onore, ma anche una responsabilità enorme. Siamo alla sesta stagione di una serie che il pubblico ama tantissimo, quindi arrivare con nuovi personaggi non è mai semplice. C’è sempre il rischio che non vengano accettati, soprattutto quando ci sono state uscite importanti di personaggi a cui il pubblico era affezionato. Io l’ho vissuta con un po’ di preoccupazione all’inizio, ma anche con tanta voglia di fare bene, di riuscire a mantenere il pubblico coinvolto e legato a questa storia. E poi c’è anche la responsabilità di raccontare temi molto forti e reali, che in Mare Fuori sono sempre centrali».

Quanto è stato importante il tuo percorso di formazione?
«Per me lo studio è fondamentale, è un’ancora in un lavoro che per sua natura è molto altalenante. Si parla tanto di talento o di fortuna, ma senza una base solida secondo me è difficile costruire qualcosa di duraturo. Io ho iniziato a studiare da piccola, ho fatto teatro e continuo ancora oggi tra accademia e università. Penso che questo percorso mi abbia aiutato tantissimo, anche solo per arrivare a certe opportunità. Magari senza lo studio non sarei riuscita nemmeno ad arrivare alla fase finale dei casting per Mare Fuori. E poi ci sono anche tutti gli aspetti tecnici, come l’uso della voce o del corpo, che fanno davvero la differenza».

Cosa ti ha lasciato il teatro, che continui a portarti anche sul set?
«Il teatro mi ha insegnato soprattutto la fatica, il sudore, il rispetto per questo mestiere. È un’esperienza completamente diversa dal set, perché è tutto estemporaneo: sei lì, davanti al pubblico, e devi gestire tutto in tempo reale. Può succedere qualsiasi cosa, un vuoto di memoria, un imprevisto, e devi essere pronta a reagire subito. Questo ti dà una grande solidità. Mi ha insegnato anche la disciplina, la concentrazione e la capacità di restare presente in ogni momento. Secondo me il teatro è davvero la base di tutto».

Quando si spengono le telecamere, chi è Cartisia Somma?
«Sono una ragazza di vent’anni abbastanza normale. Vado all’università, frequento l’accademia, studio, mi alleno in palestra. Mi piace molto andare a teatro, cerco di farlo spesso, anche una volta a settimana, e vado volentieri al cinema, soprattutto a vedere thriller psicologici o film italiani. Nel tempo libero mi piace anche scrivere: provo a buttare giù dei testi, delle piccole sceneggiature, magari un giorno le farò leggere a qualcuno. In generale mi piace tenermi sempre attiva, non stare mai ferma. Mi piace arrivare a fine giornata e pensare: è stata una giornata piena, intensa».

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