VENEZIA – Mangiatore di vita: così ama definirsi Ferdinando Scianna, fotografo che ha attraversato oltre ottant’anni di storia con lo sguardo sempre vigile, pronto a trasformare la realtà in immagini capaci di restare. In occasione dell’82esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, abbiamo incontrato Scianna insieme a Roberto Andò per parlare di un percorso che intreccia vita, amicizie e cultura del Novecento.
Ripercorrere la sua storia significa seguire un filo che lega Bagheria, dove torna a incontrare vecchi amici fotografati in gioventù, Palermo, dove cerca le tracce di Leonardo Sciascia, e Milano, città che diventa scenario del racconto di un’esistenza. Un percorso che non è solo biografico, ma soprattutto riflessivo: Scianna rivendica la specificità della fotografia, sottraendola alla definizione di “arte” e riconoscendole piuttosto il ruolo insostituibile di sonda del reale, in un’epoca in cui le immagini sembrano più spesso celare che svelare.
Il risultato è il ritratto di un uomo che, ancora oggi, continua a interrogarsi sul senso profondo del fotografare. Con lucidità e ironia, Scianna restituisce allo spettatore il fascino e la verità di una professione che è anche destino, «un’avventura meravigliosa» che non smette di interrogare chi guarda e chi scatta.
Accanto a lui, Roberto Andò accompagna questo racconto con sensibilità, creando un dialogo che alterna riflessione e memoria, vita vissuta e immagini rimaste. Un incontro che non è semplice testimonianza, ma il tentativo di dare forma a un pensiero che ancora brucia di attualità.
- VIDEO | Guarda qui l’intervista completa a Ferdinando Scianna e Roberto Andò:
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