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Il clan | La dittatura, una famiglia e un fatto di cronaca che sconvolse l’Argentina

Pablo Trapero parte da un fatto di cronaca per il suo film premiato a Venezia con il Leone d’Argento

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MILANO – Premiato alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2015 con i Leone d’Argento, Il Clan, il quarto film di Pablo Trapero, è interpretato da Guillermo Francella, Stefania Koessl e Juan Pedro Lanzani. Il film è ispirato ad una storia vera, un fatto di cronaca che colpì l’Argentina negli anni Ottanta conosciuto come “il caso Puccio”. È una storia di violenza e soprusi, su come anche le persone più normali, in condizioni disperate, possano arrivare a gesti estremi. La vicende che porteranno la famiglia Puccio alla rovina iniziano proprio negli anni Ottanta, subito dopo la fine della guerra delle Falkland. Per sette anni, fino al 1981, il Paese si trovò in balia di una cruda dittatura a opera di Jorge Rafael Videla, che instaurò un clima di terrore e violenza, violando i più basilari diritti politici e umani dei cittadini.

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La famiglia Puccio in una scena de Il Clan

Il protagonista della storia, il capofamiglia, è Arquimedes: con la moglie e i figli gestisce un negozio di articoli sportivi e il figlio più grande è una star del rugby. Ma dietro la copertura di uomo di famiglia semplice e per bene, si nasconde in realtà un ex agente dei servizi segreti argentini rimasto disoccupato. La precaria condizione politica ed economica del Paese aveva gettato la popolazione in una tremenda povertà anche per la piccola borghesia così Arquimedes, contando sulla copertura e la protezione dei suoi superiori, coinvolge anche gli altri componenti della sua famiglia – i figli Alejandro, Guillermo e Maguilla, le figlie Silvia e Adriana e la moglie Epifania – per organizzare una serie di sequestri di membri di famiglie facoltose per poi richiedere ingenti riscatti.

Arquimedes e il figlio Alejandro in una scena de Il Clan

I sequestrati venivano tenuti prigionieri nella loro casa in condizioni disumane, finché non arrivava il momento dello scambio con il denaro richiesto. Alejandro è il primo a rendersi conto delle crudeltà messe in atto dal padre e cerca di rifiutarsi di collaborare, soprattutto visto che è in procinto di sposarsi, ma la morte di due prigionieri a causa di falle nel piano del rapimento mette tutti i membri coinvolti in una posizione precaria. Arriviamo così al 1983, quando in Argentina cade la dittatura e si instaura la democrazia. Il nuovo frangente politico inizia ad eliminare tutte le mostruose creazioni della dittatura, a partire da politici e polizia corrotta, portando una nuova ventata nel Paese.

Una scena de Il Clan

Con il nuovo governo in azione e gli episodi di violenza non più tollerati, Arquimedes riceve una chiamata dal suo protettore, che gli comunica di non poterlo più coprire vista la nuova situazione politica. Arquimedes tuttavia persiste e al seguente incontro per recuperare il riscatto, un blitz della polizia arresta lui e la sua famiglia, liberando gli ostaggi. Portati a processo, le figlie e la madre vengono scagionate per assenza di prove, Maguilla riesce a fuggire e inizia una lunga latitanza all’estero così come Guillermo, che lascia per sempre l’Argentina, Arquimedes viene condannato all’ergastolo ma studia legge in carcere e, dopo essere riuscito a farsi liberare, inizia a praticare come avvocato fino alla sua morte, avvenuta nel 2013, anche se verrà sempre ricordato dall’opinione pubblica come uno dei casi che scosse l’Argentina nella sua Storia.

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Qui potete vedere il trailer de Il Clan:

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