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Tra vita e oblio | High Life, Robert Pattinson e quell’odissea nello spazio

Claire Denis realizza un film sull’animo umano immerso nella solitudine e nel desiderio

high life

MILANO – Un astronauta intento ad aggiustare una pannello esterno di una navicella spaziale e il pianto di una bambina a squarciare quel silenzio profondo. Morte e vita, i due poli su cui si muove High Life – dal 6 agosto al cinema grazie a Movies Inspired -, il primo film in lingua inglese di Claire Denis. Quell’astronauta è Monte (Robert Pattinson) e quella bambina è la sua Willow, gli unici due sopravvissuti di un esperimento, condannati a vagare nello spazio, ben oltre il sistema solare. Una storia che parte in medias res per poi mostrarci, tramite flashback, cosa è accaduto al resto dell’equipaggio composto da giovani criminali che hanno commutato la loro pena offrendosi volontari per estrapolare risorse energetiche alternative dai buchi neri.

High Life
Una scena di High Life

Ma alla Denis non interessa soffermarsi a spiegare il come e il perché di quegli eventi quanto indagare la natura dell’animo umano inserendosi in un genere, quello fantascientifico, di cui fa implodere le regole dall’interno insieme ai suoi topoi visivi e narrativi. A partire dalle linee della navicella, ben lontana dalle forme futuristiche a cui ci ha abituato il cinema e più simile ad un container rettangolare, fino ad una gravità sovvertita e all’assenza di una minaccia esterna. Così come l’errare della navicella spaziale 7 lontano da rotte conosciute, anche il cinema di Claire Denis segue un percorso tutto suo, più interessato alle sensazioni evocate dalle immagini che all’intreccio.

Mia Goth in una scena del film

High Life è un film immerso nella solitudine e nel desiderio, nella violenza e nell’angoscia, punteggiato di sangue e sperma, latte e saliva. Fluidi vitali che scorrono per rivendicare la vita circondata da corpi inanimati e segnali inghiottiti nel silenzio di uno spazio ovattato. La fotografia di Yorick Le Saux insieme alle scenografie di François-Renaud Labarthe costruiscono un mondo pulsante e umido quanto freddo e asettico. Il contrasto tra vita e morte che attraversa tutto il film diviso tra la tenerezza di un padre e la sua bambina e un’umanità feroce.

High Life
Un’immagine di High Life

La macchina da presa della Denis indugia sui corpi e nei dettagli costruendo immagini potenti ed evocative, muovendosi tra sequenze lente e schegge di violenza accompagnate dalla colonna sonora spettrale di Stuart A. Staples. High Life è il ritratto dell’animo umano in tutte le sue sfumature, dolce e brutale, maligno e salvifico, un viaggio interiore nelle luci e ombre dell’uomo. Un film colmo di bellezza e orrore. La storia di un padre e di sua figlia, circondati dalle stelle, che provano a combattere l’oblio.

Qui potete ascoltare un brano della colonna sonora:

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