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Gio Evan: «Le lacrime di Arnica, Holy Motors e la mia passione per Fellini…»

Dal video del suo ultimo brano a Il favoloso mondo di Amélie: il cantautore si racconta a Hot Corn

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Giovanni Giancaspro in arte Gio Evan

ROMA – «Come sto? Bene, però mi sono perso un po’ per strada. Sto cercando di raggiungere Milano ma non sono un pilota. Ho sbagliato entrata in autostrada…». La nostra chiacchierata con Gio Evan parte così, tra una deviazione imprevista e una risata. Lo scorso febbraio ha presentato il suo nuovo brano, Arnica, a Sanremo, una canzone che ha anticipato Mareducato, terzo album in studio. Partendo proprio dall’emozionante video di Arnica, girato da Fabrizio Conte e con protagonisti Alessandro Haber, Nancy Brilli, Ludovica Nasti e Fabio Troiano, abbiamo parlato con Gio Evan della sua adolescenza senza tv a contatto con la natura, dei successivi recuperi e del suo rapporto con il cinema: dall’amore per Angelo Badalamenti a Il favoloso mondo di Amélie.

Avevi già collaborato con Fabrizio Conte in altri video. Come nasce quello di Arnica?

«Con Conte c’è stata un’alchimia bella perché lui è uno dei pochi registi con cui ho avuto a che fare che ha la facoltà di ascolto. Lui ti ascolta. Quando dovevamo girare il video di Arnica ho pensato a lui perché avevo già in mente delle visioni molto chiare. Fabrizio sa tradurre quello che noi artisti abbiamo in mente ma che non sappiamo decifrare con un linguaggio più tecnico. Quando gli ho detto che mi sarebbe piaciuto costruire qualcosa sulle lacrime, ma che al pubblico non era dato sapere il motivo per cui i personaggi piangono gli è piaciuta. È stata un po’ una comunione la nostra. La cosa bella è che quando ti trovi bene con una persona l’arte vien da sé».

Fabio Troiano in una scena di Arnica

Nel video compaiono Nancy Brilli, Alessandro Haber, Ludovica Nasti e Fabio Troiani. Come sono entrati nel progetto? Rappresentano le varie anime del pianto…

«Era questa la fotografia interiore che volevamo dare: la moltitudine di pianti che abbiamo dentro di noi. Sono una persona riservata e timida che difficilmente chiede. Ma quando con Fabrizio ci siamo detti di fare questo video con protagonisti attori già noti, dato che veniva richiesto il pianto, la massima espressione attoriale, ho chiamato Nancy Brilli perché siamo amici. Invece Conte aveva in mente Alessandro Haber già da quando gli avevo raccontato la mia idea. Poi Ludovica Nasti è arrivata da sé. È come se ci fosse sempre stata. Avevamo conoscenze in comune e la sua presenza si è incastrata un po’ così: tutti hanno messo qualcosa».

Nancy Brilli in una scena del video

E la scena girata al mare come nasce?

«È stata abbastanza impegnativa girarla. Era molto freddo, io ero nudo in riva al mare e purtroppo la gente mi riconosceva (ride, ndr). Mi scattavano foto e avevamo una troupe che si preoccupava di rincorrerli. Ma è stata bella la costruzione di quella scena perché inizialmente avevo degli abiti. Però più facevamo dei test di look e più li cambiavo, più non mi trovavo a mio agio con i vestiti e più Fabrizio si innervosiva perché non veniva l’effetto che voleva in camera. Non capivamo perché ma eravamo d’accordo sul fatto che quella scena necessitava di una nudità. Ce ne siamo accorti all’ultimo ma in un certo senso è stata la vita che ce l’ha fatto capire. Agli ultimi due minuti di ripresa ci siamo detto: “Questa è da fare nudi, ragazzi!”. C’era disagio ovunque ma ci siamo salvati!».

Gio Evan in una scena di Arnica

In Introspezione dici: “Mai avuto la televisione in vita mia”. Neanche da adolescente? Niente pomeriggi a guardare cartoni e MTV?

«No. Adesso la reputo una fortuna, ma ai tempi l’ho vissuta come un grande disagio. Una grande difficoltà anche a scuola a dover dire che non potevo vedere i cartoni animati o seguire i miei amici che raccontavano gli episodi de Le Tartarughe Ninja. Però oggi ho un altro bagaglio. Io vengo dai boschi: uscivo e avevo le cortecce in faccia. Ho vissuto questo e non me ne dispiaccio. Poi ho recuperato un po’ adesso con YouTube i video degli anni Novanta».

Tra questi recuperi c’è qualche video che ti colpito particolarmente?

«Da poco mi hanno fatto vedere Enema of State dei Blink 182 che mi è piaciuto parecchio. E poi un classico degli anni Novanta: Narcotic dei Liquido. Bellissimo! Oggi, forse, un video così sarebbe quasi un po’ trash…

E il tuo rapporto con il cinema, invece?

«Decisamente migliore (ride, ndr)! I film nella mia vita li ho visti. Non sono un fanatico, ma quando un film mi piace me lo studio».

Qual è il tuo primo ricordo cinematografico?

«Probabilmente La Sirenetta. Ma ero piccolissimo e mia mamma mi ha portato via perché dopo aver visto Ursula che rubava la voce ad Ariel sono scoppiato a piangere. In realtà non mi ricordo questa esperienza ma è stata raccontata innumerevoli volte nelle cene di famiglia. Io sono quello che la prima volta al cinema ha pianto (ride, ndr)».

Con Arnica parlavamo delle varie sfaccettature del pianto. C’è un film che ti commuove tutte le volte che lo vedi?

«Sono tanti. Forse il più mainstream è Il favoloso mondo di Amélie. Poi sono un fanatico di Federico Fellini. Da pochissimo mi sono rivisto La voce della Luna e giù di nuovo lacrimoni. Il suo è un cinema che mi tocca. Ma in generale tutto il cinema che c’è stato mi tocca più di quello di oggi, da Massimo Troisi a Così parlò Bellavista di Luciano De Crescenzo che ho appena rivisto. Sono anche un amante di David Lynch e Wes Anderson. Del primo sono affascinato dalle atmosfere visionarie e trascendentali, del secondo amo la sua geometria sacra, i suoi colori. Poi mi piace molto anche Kim Ki-duk. Forse l’ultimo film che mi ha commosso di oggi è Parasite. Mentre uno dei miei film preferiti degli ultimi quindici anni è Holy Motors di Leos Carax».

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Il Favoloso mondo di Amélie. Uno dei film preferiti da Gio Evan

Ci sono degli attori dei quali non ti perdi un film?

«Ti rispondo con una domanda inversa. Ci sono film di attori che “non vedrei nemmeno se…”. Nicolas Cage o Antonio Banderas, ad esempio. Neanche se David Lynch lo richiamasse lo vedrei un film con Cage (ride, ndr). In Italia invece non mi perdo mai nulla di quello che fa Toni Servillo».

E quali colonne sonore ami?

Forse il mio unico vero grande amore è Angelo Badalamenti. La nostra generazione è cresciuta con Twin Peaks.

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Toni Servillo in una scena de La Grande Bellezza. Uno degli attori italiani preferiti da Gio Evan

Oltre ad essere cantautore sei anche scrittore e poeta. Hai mai pensato di scrivere una sceneggiatura?

«L’ho fatto. Con grande fatica ho scritto un film. Era una cosa che volevo fare ma non penso che sia la mia comfort zone. Mi piacerebbe lavorarci e vivere di più la scrittura da cinema ma vengo più dal teatro. Gli spettacoli che facciamo non sono concerti, sono suddivisi in monologhi e tempi. Sono più bravo a scrivere cose che sono per me, sono mie».

Un film che consigli ai lettori di Hot Corn?

«Forse proprio Holy Motors. Mi piace molto anche Waking Life di Richard Linklater. Ma un altro film che mi fa impazzire è Rosencrantz e Guildenstern sono morti con Tim Roth che è un attore che amo molto».

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