ROMA – Roma si prepara a spegnere vmenti candeline. Dal 15 al 26 ottobre l’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone e molti altri spazi della Capitale diventano il cuore pulsante della ventesima Festa del Cinema di Roma. Un’edizione che non si limita a festeggiare un traguardo, ma rilancia con un programma che unisce radici e futuro, tradizione e innovazione, confermando la vocazione internazionale di un appuntamento ormai centrale nel panorama europeo.
La direttrice artistica Paola Malanga ha disegnato un cartellone che attraversa cinema d’autore, titoli internazionali, documentari e serie, con un’attenzione particolare all’impegno civile e alla memoria. In giuria, a guidare le decisioni più attese, ci sarà Paola Cortellesi: sarà lei a presiedere i lavori per l’assegnazione dei premi nelle sette categorie principali.
Il cinema italiano occupa un posto di rilievo con opere capaci di intrecciare memoria, cronaca, intimità e reinvenzione dei generi. Tra i titoli spiccano 40 secondi di Vincenzo Alfieri, dedicato a Willy Monteiro Duarte, Gli occhi degli altri di Andrea De Sica, ispirato al caso Casati Stampa, e Illusione di Francesca Archibugi, thriller psicologico ambientato in provincia. Non mancano Cinque secondi di Paolo Virzì, commedia amara e luminosa, il prequel Io sono Rosa Ricci di Lyda Patitucci, e Anna, esordio alla regia di Monica Guerritore che rende omaggio ad Anna Magnani. A completare il quadro, documentari che riportano al centro figure simbolo della cultura italiana, da Rino Gaetano a Vincenzo Salemme.
Il respiro internazionale porta a Roma storie e linguaggi diversissimi: dal gotico romantico di Dracula – L’amore perduto di Luc Besson alla rilettura femminile e poetica di Hamnet di Chloé Zhao, fino al giapponese Rental Family con Brendan Fraser e alla satira argentina Homo Argentum. E ancora Hedda di Nia DaCosta, reinvenzione di Ibsen, Deux Pianos di Arnaud Desplechin, Palestine 36 di Annemarie Jacir e The Librarians di Kim A. Snyder, che affronta il tema della censura negli Stati Uniti.
Accanto alle proiezioni, la Festa si estende alla città: dal MAXXI al Teatro Olimpico, fino a carceri, scuole e ospedali, trasformando il cinema in esperienza collettiva e impegno sociale. Tra gli eventi collaterali, il Charity Gala Dinner a sostegno di Terre des Hommes e l’anteprima di Corpo libero, primo documentario italiano a trattare l’obesità come malattia cronica.
Un’edizione che celebra anche la memoria: dai restauri nella sezione Storia del Cinema agli omaggi a volti popolari come Bombolo, Enzo Cannavale e Sergio Corbucci. L’immagine scelta come manifesto è un fotogramma di Franco Pinna scattato sul set di Giulietta degli spiriti di Fellini: simbolo perfetto di libertà creativa e immaginazione.
Vent’anni dopo la prima edizione, la Festa del Cinema di Roma continua a raccontare il mondo attraverso il cinema, intrecciando sguardi diversi e rendendo la città, per dieci giorni, il palcoscenico di storie senza confini.
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