ROMA – C’è un momento in cui un marchio smette di essere solo industria e diventa racconto. Nel 2026, Ducati raggiunge il traguardo dei cento anni e lo trasforma in cinema con Ducati – 100 anni in 100 minuti, il documentario prodotto da Minerva Pictures e diretto da Alex Infascelli.
Il punto di partenza è la fabbrica di Borgo Panigale, cuore simbolico e concreto del marchio, raccontata come un organismo vivo in cui si intrecciano visioni, competenze e memoria. Da lì, il film si apre a un viaggio che attraversa un secolo di trasformazioni, tra materiali d’archivio, testimonianze e immagini contemporanee, seguendo l’evoluzione di Ducati dalle origini negli anni Venti fino al suo ruolo centrale nel panorama motociclistico internazionale, con un focus particolare sulla MotoGP.
Il racconto non si limita alla cronologia, ma costruisce un sistema narrativo che tiene insieme innovazione tecnica, ricerca estetica e spirito competitivo. Al centro, le persone: dai protagonisti della Ducati di oggi a figure chiave che ne hanno costruito l’identità nel tempo, passando per ingegneri, dirigenti e visionari.
Accanto alla dimensione industriale, trova spazio anche quella sportiva, con i piloti che hanno contribuito a definire l’immaginario del marchio, fino ai protagonisti contemporanei come Francesco Bagnaia e Marc Márquez. Ma è soprattutto il legame con la community globale dei Ducatisti a dare profondità al progetto: una rete diffusa di appassionati che riconoscono nel marchio non solo un mezzo, ma un’identità condivisa.
A guidare lo spettatore sarà la voce di Stefano Accorsi, che accompagna il racconto tra passato e presente, trasformando la storia di Ducati in un’esperienza immersiva e sensoriale.
Più che una celebrazione, Ducati – 100 anni in 100 minuti si presenta come un ritratto stratificato: quello di un marchio che ha saputo trasformare tecnologia e performance in linguaggio culturale, continuando a ridefinire il proprio mito senza mai perdere il contatto con le sue radici.





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