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Creation | Paul Bettany, Charles Darwin e la storia vera dietro il film

Jon Amiel racconta il tormento del naturalista, diviso tra scienza e fede, famiglia e ricerche scientifiche

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MILANO – Che Charles Darwin oggi sia una delle figure chiave della storia dell’umanità è un dato di fatto. Ma nell’Ottocento le sue ricerche andavano a scontrarsi con un equilibrio che vedeva contrapposte scienza e fede. Due poli che hanno tormentato anche la sfera privata del naturalista, diviso tra la volontà di diffondere le sue scoperte sulla specie e l’amore per la moglie, profondamente religiosa. Jon Amiel ha raccontato quest’aspetto privato del biologo britannico in Creation – L’evoluzione di Darwin con protagonisti Paul Bettany e Jennifer Connelly.

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Una scena di Creation

Un film basato sulla Casa Darwin – Il male, il bene e l’evoluzione dell’uomo di Randal Keynes, pronipote di Darwin, che intreccia il lavoro ultradecennale per la stesura de L’origine della specie per selezione naturale con il grave lutto che colpì i coniugi Darwin: la morte della loro primogenita Annie. Una perdita vissuta ed elaborata dalla coppia in modi differenti che finirà per allontanarli brevemente proprio nel momento in cui avrebbero avuto più bisogno l’uno dell’altra.

Una copia de L’origine della specie

Sarà proprio la morte della piccola Annie ad influire sul lavoro di Darwin e sulle sue convinzioni religiose agendo quasi come una guida a cui rivolgersi quando i dubbi lo assalivano. Combattuto tra l’amore per la moglie Emma, la cui fede era incrollabile, e l’incoraggiamento per i suoi studi da parte dei colleghi Joseph Dalton Hooker e Thomas Henry Huxley, alla fine Charles Darwin portò a termine il manoscritto che conteneva la sua teoria rivoluzionaria sulle origini della specie con buona pace della moglie che finì per convivere con le idee del marito sebbene lontane dalle sue.

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Una scena di Creation

Un lavoro che racchiudeva anni di studi condotti durante i suoi viaggi che alla pubblicazione suscitarono aspre controversie, tra chi come il teologo Charles Hodge lo accusava di negare l’esistenza di Dio e alcuni scienziati che trovavano debole la sua teoria a causa di una mancata spiegazione approfondita sui meccanismi della discendenza. La risposta del naturalista però era racchiusa proprio ne L’origine della specie. «Non vedo alcun buon motivo per cui le interpretazioni fornite in quest’opera possano urtare la sensibilità religiosa di qualcuno».

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