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Corrado Guzzanti: «L’unica speranza contro la superficialità? Gli adulti del futuro: i bambini»

Il PD e un bue, le religioni e la scuola: il comico racconta La prima pietra, in sala dal 6 dicembre

Corrado Guzzanti e la finestra rotta de La prima pietra.

ROMA Chi è senza peccato scagli la prima pietra. Di certo però, i protagonisti del terzo film da regista di Rolando Ravello userebbero il sasso in questione più per farsi del male che per dimostrare di essere innocenti. E anche Corrado Guzzanti potrebbe indugiare, esattamente come mostra La prima pietra – in sala dal 6 dicembre – commedia sociale (e forse anche qualcosa di più) firmata da Rolando Ravello in cui il comico interpreta il ruolo del preside aperto a tutte le religioni, ma che in realtà mescola tolleranza e ipocrisia. Un personaggio decisamente attuale a cui Guzzanti ha aggiunto del suo pur seguendo la sceneggiatura adattata da Ravello e Stefano Di Santi, basata sulla pièce di Stefano Massini. Insomma, una commedia di Natale 2.0 capace di mischiare il veleno della società contemporanea alle difficoltà del far convivere religioni e culture differenti come spiega qui Guzzanti.

la prima pietra
Corrado Guzzanti è il preside ne La prima pietra.

IL MIO PRESIDE «Un preside che lavora in una scuola multiculturale, ma in realtà si capisce che gli interessa ben poco dei bambini che gli vengono affidati, anzi, presto ci si accorge che gli alunni sono solo un pretesto o, poveri loro, delle vittime. L’unico piacere che lo muove è quello di una vanità personale che lo spinge a realizzare una grande recita natalizia. Spera di splendere come regista, anche se questo fa parte del background del personaggio che poi è stato deciso di non mostrare. Sicuramente, però, non è certamente la scuola la sua principale preoccupazione».

Guzzanti alla presentazione de La prima pietra.

OLTRE I SIMBOLI «In questo preside che interpreto ho visto un livello davvero superficiale di ciò che riguarda l’accettazione verso gli altri e le religioni. Quello che lo muove è più un’operazione attua a nascondere, che a comprendere le differenze. Gi manca quella profondità culturale che va oltre i simboli religiosi e che forse, speriamo, potrà poi appartenere ai giovani del futuro, a quella generazione di bambini che un giorno verrà a sostituirci».

corrado guzzanti
Uno dei famosi personaggi di Guzzanti: Quelo

RELIGIONE & PD «Credo che il finale de La prima pietra sia molto indicativo. Il pubblico si troverà a osservare quei bambini sul palco chiedendosi se rimarranno sempre così, vicini e tolleranti nei confronti degli altri, oppure se finiranno per diventare come i loro genitori. Nell’infanzia non esiste l’avversione, anzi, nei bambini c’è una normale curiosità. Ma se non c’è uno sforzo nel spalancarsi alla cultura – che certamente non sta nel togliere i Re Magi e sostituirli con altre figure – sarà difficile andare avanti. Se il preside fosse stato un politico, sarebbe stata più evidente la sua incapacità. Che sia del PD? Forse, ma non lo sa nemmeno lui».

Ronald Ravello
Rolando Ravello sul set con Kasia Smutniak, Iaia Forte e Serra Yilmaz

IO & ROLANDO «Sul set ci siamo affidati a Rolando. Lui è un attore, quindi sa come muovere questi sei personaggi chiusi dentro una stanza. All’inizio c’è stata un’atmosfera un po’ alla Dogma, in cui si cercava di trattenere la recitazione per poi lasciare che crescesse insieme al procedere del film. Poi alla fine abbiamo dato tutto subito, almeno sapevamo dove dovevamo arrivare! Di mio? Qualcosa ho messo, ad esempio nella scena in cui convinco un bambino ad interpretare il bue alla recita, ma la sceneggiatura era scritta talmente bene che non c’è stato bisogno di fare aggiunte.»

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La convocazione del preside. 

BUE SERAFICO «Quando ho letto nel copione che, ad un certo punto, avrei dovuto fare l’imitazione del bue, l’ho trovata una cosa simpatica, pensavo avrebbe richiesto un paio di minuti per il film, invece si è trasformato in qualcosa di più grande. Mentre facevo il verso del bue qualcuno ha detto: “Dai, fatelo salire sul tavolo!” e così è così iniziata la mia gogna pubblica. Che dire, sono molto soddisfatto del mio bue, un animale, come lo definisco io, serafico…».

  • Qui potete vedere il trailer de La prima pietra:

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