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Dalla sala al telecomando: Captain Marvel su Disney+ cambia le regole del gioco

Dopo l’uscita, il film arriverà sulla piattaforma di streaming. Aprendo un nuovo orizzonte di mercato

Brie Larson è Carol Danvers aka Captain Marvel.
Industry

ROMA – Il buio archetipo della sala. Magico, unico, emozionante. Dall’altra parte, la comodità di non avere vincoli di orario, di prezzo, di scelta. Il mondo dell’entertainment, e la sua correlata fruizione, sta radicalmente cambiando. Oggi, il cinema, è a portata di click (anzi, di touch, chi lo usa più il mouse?). Così come, direttamente a casa, può arrivare la classica spesa del sabato, oppure un libro appena uscito, una cena di pesce da ristorante stellato o, addirittura, un Big Mac e patatine medie. Meglio o peggio? Come sempre, è questione di punti di vista e prospettive.

Lo spettacolo? Inizia quando vuoi tu.

Le sale, così come i ristoranti, di certo non moriranno. Ma c’è comunque bisogno di una svolta che davvero soddisfi la nuova domanda contro una vecchia, impolverata offerta. Proprio per scongiurare una ”morte” che non può essere esorcizzata attraverso obsolete cure. Anche perché, il futuro corre veloce. Talmente veloce che, non ancora uscito in sala (appunto…), è arrivato l’annuncio ufficiale da parte di Bob Iger: Captain Marvel, sarà il primo film ad essere distribuito (dopo la release) sulla nuova piattaforma on-demand Disney+.

Brie Larson e Samuel L. Jackson sul set di Captain Marvel.

Nemmeno è arrivato – si parla di fine 2019, per un Natale prevediamo ricco di sorprese – che il servizio streaming legato ad una delle più influenti major sta già cambiando le carte in tavola. E lo scossone, oltre ad un competitor chiave come Netflix, riguarda anche il botteghino stesso. Infatti, su Disney+, andranno a finire serie, prodotti, film, a marchio The Walt Disney. Dunque, dalla Marvel alla LucasFilm, fino alla Pixar. Ogni prodotto non passerà più (escluse deroghe, ovvio) attraverso altre distribuzioni on-line Svod. Netflix incluso.

L’offerta di Disney+. E c’è anche National Geographic.

E attenzione, perché la trattativa tra Fox e Disney entro l’anno, avrà le sue firme da bilioni di dollari. Ciò vuol dire che i cataloghi si svuoteranno dei contenuti targati Disney (e le sue relative quote di maggioranza) per migrare verso una sala cinematografica a forma di telecomando che, ad abbonamento fisso mensile, apre illimitatamente il mondo dei Classici Disney, dei cinecomics, di Star Wars. Allargandone a dismisura i loro orizzonti.

La prima foto ufficiale di The Mandalorian.

Perché, proprio su Disney+, arriverà la prima serie live action su Guerre Stellari, The Mandalorian di Jon Favreau, una incentrata tutta su Loki e, forse, anche una sui personaggi di Falcon e Winter Soldier. E questo, per citare solo le serie televisive (pur non avendo riscontri ufficiali, le serie Marvel Netflix come Daredevil e Luke Cage potrebbero trovare una nuova strada su Disney +). All’opposto, infatti, c’è lo spinoso tema cinematografico. La Disney, naturalmente, manderà prima in sala i suoi film campioni d’incassi, pur avendo l’opzione di farli uscire solo ed esclusivamente su Disney +.

I Defenders di Marvel Netflix. In attesa di scoprire se torneranno su Disney +…

Insomma, i direct-to-video di una volta, bistrattati e inosservati, stanno meditando una ”vendetta” che inverte le regole di un gioco distributivo in cui, un po’ come il pubblico, ognuno resta chiuso in casa sua. Facendo sì che la piazza – la sala cinematografica – diventi un luogo per pochi nostalgici, che continuano ad amare la Settima Arte nella sua forma più pura. Nonostante le difficoltà di incappare in una programmazione scomoda, una poltrona rotta, un vicino di posto chiacchierone e maleducato.

1983, la fila al botteghino davanti lo storico Loews Astor Plaza di New York per la prima de Il Ritorno dello Jedi.

E la domanda (superficiale) sorge spontanea: perché pagare un biglietto tanto quanto il prezzo di un abbonamento ad un servizio Svod, che permette di vedere ciò che si vuole per un mese intero? Il punto, infatti, è tutto nella risposta. Ciò che si vuole, non c’è. O meglio, è incompleto. Le prime visioni, tranne i lungometraggi originali come Roma, che passano in sala, su piattaforme come Netflix o Amazon, arrivano dopo anni. Quindi, la crisi del cinema (almeno in Italia), non può nascondersi dietro i citati colossi di streaming, che almeno per ora (esclusi rari casi), offrono un menù sostanzialmente diverso da quello offerto dalla sala.

Ma il grande “però”, arriva proprio dalla notizia sopracitata. Captain Marvel, in streaming esclusivo Svod su Disney+, apre un orizzonte ancora inesplorato. Per la Disney, che ha messo in conto un’iniziale perdita legata alle tasse di licenza, annullabile con una previsione di crescita altissima, e per il pubblico stesso, che si troverà, (non oggi, non domani…) a dover scegliere tra il telecomando e l’inizio stabilito dello spettacolo Disney in questione. Del resto, il caro, vecchio pagante, resta l’insindacabile arbitro di una sfida appena iniziata. Ma, cosa succede se ci si accorge che gli introti sono uguali (se non superiori) ad un film rilasciato in sala? Il dubbio legittimo e una serie di “e se” che potrebbero dar via ad un effetto domino inarrestabile. Major dopo major. Domanda, offerta e l’onnipotente, spietato mercato.

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Green Book, una scena del film.

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