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Back to School: La scuola sullo Schermo e il cinema come educazione emotiva

Ansie, fragilità, aspettative: il ritorno tra i banchi non è mai solo studio. E una nuova piattaforma mette le scene dei film al servizio della crescita emotiva di studenti e docenti.

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ROMA – Settembre non segna soltanto la fine dell’estate: per migliaia di studenti rappresenta un vero e proprio passaggio emotivo. Nuove classi, nuovi compagni, nuove sfide. Ma anche ansie, pressioni e fragilità. Secondo un sondaggio recente, quasi 8 ragazzi su 10 vivono la scuola come principale fonte di stress e ansia, un dato che impone una riflessione sul ruolo dell’istituzione scolastica, oggi sempre più chiamata a formare non solo in termini di conoscenza, ma anche di identità ed emozioni.

È proprio da qui che nasce La scuola sullo Schermo, piattaforma ideata da Virginio De Maio insieme ad Anna Maria Palma e Giovanni Annunziata: un progetto che mette il cinema al servizio della scuola, offrendo a docenti e studenti strumenti narrativi per riconoscere le proprie emozioni e trasformarle in occasione di crescita. Perché, come sottolineano i fondatori, il linguaggio universale del cinema permette di abbattere barriere generazionali e di parlare la stessa lingua dei ragazzi.

Scene selezionate da film come L’attimo fuggente, Will Hunting – Genio ribelle o La vita è bella diventano materiale didattico per affrontare in aula temi complessi come autostima, inclusione, resilienza. E accanto a grandi classici, non mancano proposte più recenti: da Inside Out 2, che esplora il caleidoscopio emotivo degli adolescenti, alla serie Tutto chiede salvezza, che apre un dialogo sulla salute mentale. Cinque i titoli consigliati dai fondatori per il ritorno sui banchi: Inside Out 2, Tutto chiede salvezza, Wonder, Prima di domani e Un sogno per domani. Film e serie che, in modi diversi, invitano a riflettere su empatia, responsabilità, solidarietà e crescita personale.

Un percorso che segna un cambio di prospettiva: non più solo libri e voti, ma emozioni da riconoscere e condividere. Perché crescere significa anche imparare a dare un nome a ciò che si prova – e il cinema, ancora una volta, diventa il compagno di viaggio perfetto.

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