VENEZIA – La Mostra del Cinema di Venezia si apre con la firma inconfondibile di Paolo Sorrentino. È La Grazia il film che inaugura l’82ª edizione del Festival, accolto da applausi intensi in Sala Darsena e già al centro del dibattito per i temi che porta con sé: il potere, l’etica, la responsabilità.
Al centro del racconto c’è un Presidente della Repubblica immaginario interpretato da Toni Servillo, figura austera e fragile al tempo stesso. Uomo di Stato ma soprattutto uomo innamorato: della moglie scomparsa, della figlia Dorotea (Anna Ferzetti) e dei valori che hanno guidato la sua vita. Due richieste di grazia, intrecciate a un presente personale tormentato, mettono in moto un dramma intimo e politico, dove il dubbio diventa l’unica bussola possibile. E proprio questo esercizio del dubbio, oggi sempre più raro in politica, diventa la vera chiave del film. Tra riflessioni sull’eutanasia, sguardi sulla paternità e conflitti generazionali, La Grazia intreccia la grande Storia con le pieghe più intime dei sentimenti.
Accanto a Servillo e Ferzetti, il cast comprende Orlando Cinque, Massimo Venturiello, Milvia Marigliano e, inaspettatamente, anche Gué Pequeno. La Grazia arriverà nelle sale italiane il 15 gennaio 2026, mentre i diritti internazionali sono stati acquisiti da Mubi. Con questo nuovo lavoro, Sorrentino conferma ancora una volta la sua capacità di trasformare il potere in racconto universale: un cinema che non offre risposte facili, ma ci ricorda quanto sia necessario continuare a interrogarsi.
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