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Au revoir Bernardo! A Roma la serata evento per ricordare Bertolucci

Da Bellocchio a Wenders, una folla di amici si è ritrovata all’Argentina per commemorare il Maestro

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C’erano tutti gli amici più cari di Bernardo Bertolucci, ieri sera al Teatro Argentina di Roma per la celebrazione in suo onore. A dieci giorni dalla scomparsa del Maestro, il mondo dello spettacolo gli ha reso omaggio in uno dei luoghi culturali più belli della Capitale. Non un addio, ma una festa emozionante per un artista che ha segnato la storia del cinema italiano. Tanti gli ospiti presenti, ancor di più quelli che hanno comunque voluto partecipare all’evento attraverso dei piccoli filmati. Una serata, voluta dalla moglie del regista, Clare Peploe, durante la quale si è paradossalmente sorriso tanto. Perché la grandezza di Bertolucci stava anche nella sua empatia. E nei desideri, grandi e piccoli, che sapeva esaudire, come hanno raccontato Ilaria Bernardini e Ludovica Rampoldi, sceneggiatrici del suo ultimo film, The Echo Chamber, che sarà portato al cinema dalla Indigo Film.

Nicoletta Braschi, Bernardo Bertolucci e Roberto Beningi,

Impossibile allora non farsi travolgere dalla sua bellezza, come ribadito da Roberto Benigni in un video messaggio energico e vitale. “Dove sei Bernardo? Ci hai insegnato a guardare” ha esordito l’autore toscano. Bernardo Bertolucci è stato il più internazionale dei registi italiani. E tante sono state le stelle di Hollywood intervenute sul palco dell’Argentina. Sharon Stone ha raccontato di quanto L’ultimo imperatore sia stato fondamentale per ritrovare un legame col figlio Rowan, Richard Gere invece del privilegio di aver condiviso l’avvicinamento alla religione buddista.

Stefania Sandrelli con Bernardo Bertolucci e Dominique Sanda alla  di Novecento al Festival di Cannes.

Tra i momenti più toccanti l’intervento di Wim Wenders che ha definito Bertolucci il fratello mai avuto, intonando per lui la canzone di Bob Dylan, Death is not the end. “Ho amato il tuo sorriso e il tuo entusiasmo” ha detto commosso il cineasta tedesco. Tutti i suoi colleghi gli hanno tributato grandi onori. In un video messaggio tre dei più rinomati esponenti della Nuova Hollywood, Martin Scorsese, Francis Ford Coppola e Steven Spielberg, gli hanno riconosciuto lo status di modello assoluto. “Non diventerò mai più Bertolucci” ha spiegato allegro Spielberg, raccontando una difficilissima giornata di riprese sul set di Lo squalo, in balia dell’oceano.

Bertolucci e Bellocchio, e il Leone d’Oro alla Carriera di Venezia 68

Sempre in un video messaggio, l’amico/rivale Marco Bellocchio ha sorriso parlando del biglietto ricevuto in occasione dell’uscita di Il sogno della farfalla. Sei diventato amante ricambiato della bellezza c’era scritto sopra. “Quelle parole mi incoraggiarono, volevano dire che stavo facendo la cosa giusta e oggi lo ringrazio così” ha concluso l’autore di Piacenza. Tra le istantanee indimenticabili della serata, la voce del compositore Ennio Morricone rotta dal pianto. “Ho paura di ricordare Bernardo, la mia commozione è grande – ha esclamato -. Non c’è stato un attimo nella nostra collaborazione in cui non siamo andati d’accordo. Ora è più sereno di noi”. Alle parole di Morricone hanno fatto eco le note di Ryūichi Sakamoto che ha ammaliato la platea dell’Argentina con un video in bianco e nero in cui suonava la colonna sonora di Il tè nel deserto.

Poi sono arrivati gli attori, quelli che a Bertolucci hanno dato corpo e anima. I lunghi silenzi di Stefania Sandrelli, che per Bertolucci ha recitato in Il conformista e Novecento, si sono intrecciati all’emozione di Tea Falco, protagonista di Io e te e alla simpatia di Valeria Bruni Tedeschi che ha ricordato il regista per la collaborazione nel corto Ten minutes older. “L’unico film in cui sia mai riuscita a sposarmi” ha sorriso. Generoso, seduttore, venerato. Per Paolo Sorrentino Bernardo Bertolucci ha aperto finestre, per Liliana Cavani è stato un amico insostituibile. Tutti ieri sera lo hanno salutato con grande amore. Au revoir BB!

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