VERONA – Accorciare le distanze tra i giovani e il mondo del cinema, trasformando quella che spesso appare come un’industria difficile da raggiungere in uno spazio di incontro, confronto e possibilità. È questa una delle missioni del Believe Film Festival, la manifestazione dedicata ai cortometraggi realizzati da autori e troupe di età compresa tra i 14 e i 24 anni, che dal 15 al 18 ottobre 2026 è tornata a Verona per la sua nona edizione.
Organizzato dall’associazione Believe APS, il festival si distingue per una caratteristica particolare: essere un evento pensato dai giovani per i giovani. Quattro giornate di proiezioni, workshop, masterclass e incontri che offrono ai nuovi talenti del cinema l’opportunità di portare le proprie storie sul grande schermo, confrontarsi con professionisti del settore e condividere esperienze e ambizioni.
Tra i giurati di questa edizione anche Samuele Teneggi, che ai microfoni di Hot Corn ha raccontato il valore di un’iniziativa capace di rendere il cinema più vicino e accessibile alle nuove generazioni, superando quel senso di irraggiungibilità professionale che spesso accompagna chi sogna di entrare nell’industria audiovisiva.
Al centro della conversazione anche i cortometraggi in concorso, opere diverse per linguaggi, sensibilità e provenienze geografiche, che hanno colpito l’attore soprattutto per la loro sincerità e il coraggio di raccontare storie personali. Uno sguardo sul cinema italiano di domani, attraverso le idee e le voci di chi sta iniziando oggi a trovare il proprio spazio.
Perché il Believe Film Festival non è soltanto una vetrina per giovani talenti, ma un’occasione per costruire relazioni, condividere passioni e scoprire che il mondo del cinema può essere molto più vicino di quanto si immagini.
Guarda qui la nostra intervista a Samuele Teneggi, a cura di Benedetta Manzotti, realizzata in occasione del Believe Film Festival 2026.




Lascia un Commento