ROMA – Come si custodisce la memoria di chi ha attraversato uno dei capitoli più tragici della storia? E come si trasmette quella testimonianza alle generazioni che non hanno conosciuto direttamente gli orrori della Shoah? Alla Festa del Cinema di Roma 2026, Ruggero Gabbai presenta Nedo, un italiano, il documentario dedicato alla vita e alla straordinaria testimonianza di Nedo Fiano, sopravvissuto al campo di sterminio di Auschwitz e instancabile testimone della persecuzione nazista.
Ai microfoni del Direttore di Hot Corn Dario Cangemi, Ruggero Gabbai racconta la genesi di un progetto che nasce da un incontro avvenuto oltre trent’anni fa. Negli anni Novanta, infatti, il regista aveva accompagnato Nedo Fiano nei luoghi della deportazione, raccogliendo immagini e testimonianze che oggi diventano il cuore di un nuovo racconto cinematografico.
Attraverso preziosi materiali d’archivio e le voci dei figli e dei nipoti, Nedo, un italiano ricostruisce non soltanto la tragedia vissuta dal protagonista, ma anche il suo percorso umano, il rapporto con la famiglia e il significato profondo di un’eredità che continua a vivere attraverso chi lo ha conosciuto e amato. Il documentario affronta inoltre il tema dell’identità, evocato fin dal titolo: quella di un uomo italiano ed ebreo, la cui esistenza fu sconvolta dalle leggi razziali e dalla deportazione. Una storia personale che diventa il ritratto di una ferita collettiva e invita a riflettere sul pericolo dell’indifferenza.
Nel racconto trovano spazio anche il legame con Liliana Segre, il valore della voce e del canto nella vita di Nedo e il ruolo fondamentale del cinema nel preservare testimonianze che rischiano di scomparire con il passare del tempo. Con Nedo, un italiano, Ruggero Gabbai torna a interrogarsi sul rapporto tra immagini, storia e memoria, ricordandoci che testimoniare non significa soltanto raccontare ciò che è accaduto, ma assumersi la responsabilità di consegnarlo al futuro.




Lascia un Commento