TORINO – Si è conclusa al Cinema Massimo del Museo Nazionale del Cinema la settima edizione di Job Film Days, il festival torinese diretto da Annalisa Lantermo interamente dedicato alle dinamiche del lavoro, dell’economia e dei diritti dei lavoratori. Tra i riconoscimenti principali, il Premio Cinematografico Internazionale “Lavoro 2026” JFD – INAIL Piemonte, assegnato dalla giuria presieduta da Irene Dionisio, ha incoronato come Miglior Film l’opera Bulakna della regista portoghese Leonor Noivo. L’opera è stata premiata per la radicalità e l’intimità con cui indaga lo sfruttamento del lavoro di cura femminile e la diaspora delle donne filippine. Sul podio dello stesso concorso si distinguono anche 2m2 di Volkan Üce, vincitore del Gran Premio della Giuria per il suo sguardo sensibile e ironico sul settore delle onoranze funebri nelle comunità di immigrati, e The Employed di Tommaso Cotronei, a cui è andato il Premio speciale per la salute e la sicurezza sul lavoro grazie al suo crudo ritratto degli operai edili. Una Menzione Speciale è stata inoltre attribuita a Fordlândia Panacea di Susana de Sousa Dias.
Parallelamente, la Giuria Studentesca trasversale composta da atenei e accademie torinesi ha decretato come Miglior Lungometraggio l’opera britannico-francese The Case Against Space di Graeme Arnfield, assegnando una Menzione Speciale al già citato The Employed. Per quanto riguarda la sezione cortometraggi “Job for the Future” JFD – Camera di Commercio di Torino, la giuria guidata da Giulia Cosentino ha assegnato il premio per il Miglior Corto a Their Eyes di Nicolas Gourault, applaudito per la forza emotiva con cui racconta la ripetitività e l’alienazione del lavoro contemporaneo. L’opera di Gourault ha conquistato anche il gradimento della Giuria Studentesca Corti per la sua denuncia sulle condizioni dei clickworker impegnati nell’addestramento dell’intelligenza artificiale per le auto autonome.
Tra gli altri riconoscimenti della sezione “Job for the Future”, Mother Company di Alexander Raptotasios e Konstantinos Thomaidis ha ottenuto il premio per il Miglior Soggetto per la delicata rievocazione di una tragedia sul lavoro, mentre Vincenzo Pezone è stato premiato come Miglior Regista con temi d’interesse per il Piemonte per il corto Un giorno, un uovo, incentrato sulla precarietà generazionale. Una menzione speciale della giuria è andata a Beneath the Night di Maximilian Karakatsanis, affiancata dalla menzione della giuria studentesca a Desert Island di Greet Verhaert. Infine, la cerimonia ha visto la premiazione del laboratorio di scrittura “Dall’idea al soggetto Job Film Days”, dove la giuria presieduta da Enrica Viola ha assegnato il primo premio ad Alina Petronela Imbrea per Cipollotti, seguito al secondo posto da Pec-man va in pensione di Bruno Brunelli e Stefano Magionesi e al terzo posto da Le suonerie di mio padre di Sara De Silvestri.
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