ROMA – Sarà Alberi erranti, il nuovo film di Salvatore Mereu, uno dei titoli italiani in concorso alla 79ª edizione del Locarno Film Festival, in programma dal 5 al 15 agosto 2026. La pellicola, tratta dal romanzo Alberi erranti e naufraghi di Alberto Capitta (edito da Il Maestrale), sarà presentata in prima mondiale all’interno del Concorso Internazionale della manifestazione svizzera.
Prodotto da Viacolvento con Rai Cinema, il film riunisce un cast corale composto da Romeo Perrone, Giulia Maenza, Lorenzo Richelmy, Lupo Barbiero, Edoardo Raiola, Alessandro Haber, Massimo Popolizio, Alberto Cracco, Adriano Chiaramida, Sandra Toffolatti, Monica Demuru, Barbara Chichiarelli, Eugenia Costantini, Margareth Madè e Maxmilian Dirr.
Con Alberi erranti, Mereu porta sul grande schermo una storia sospesa tra realismo e fiaba, ambientata in una Sardegna dove si intrecciano il conflitto tra generazioni, il desiderio di libertà e il rapporto con chi viene percepito come diverso. Al centro del racconto ci sono tre famiglie profondamente differenti: i Nonne, autoritari e ostili verso tutto ciò che esce dagli schemi; gli Arca, che vivono ai margini della società in armonia con la natura; e la famiglia del notaio Branca. Dall’incontro e dallo scontro tra questi mondi prende forma una riflessione sull’identità, sull’appartenenza e sulla possibilità di scegliere il proprio destino.
Il protagonista della vicenda è Giuliano Arca, che vive insieme al padre Piero in una fattoria isolata, circondati da animali feriti che accolgono e curano. La loro esistenza viene però messa in discussione dai potenti Nonne, decisi a cacciarli e contrari all’amicizia tra il giovane Emilio e Giuliano. Quando Piero scompare durante una violenta nevicata e gli animali vengono uccisi, Giuliano parte alla ricerca del padre. Nel suo viaggio incontra Maddalena, figlia del notaio Branca, e tra i due nasce un sentimento destinato a cambiare le loro vite. A unirli sarà anche un luogo segreto, conosciuto fin dall’infanzia da Giuliano, dove vive una piccola comunità di rifugiati e che potrebbe rappresentare l’unica possibilità di salvezza.
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