ROMA – Non tutte le storie parlano di ricominciare. Alcune parlano, più semplicemente, di resistere. Una nuova vita si muove in questo spazio fragile: quello che resta dopo il trauma, quando il tempo è passato ma le ferite non si sono mai davvero chiuse.
A raccontarlo in redazione è Francesca Valtorta, attrice romana diplomata al Centro Sperimentale di Cinematografia, con un percorso che attraversa cinema, televisione e teatro, e che negli anni ha costruito una presenza solida, mai urlata, sempre coerente.
Diretta da Fabrizio Costa e ambientata tra le Dolomiti di San Martino di Castrozza, Una nuova vita sceglie una narrazione fatta di attese, sguardi e sospensioni. Il paesaggio non è una semplice cornice, ma una forza narrativa: le montagne amplificano l’isolamento, custodiscono segreti, rendono ogni ritorno più faticoso. È lì che la serie mette in scena una comunità che osserva, giudica, ricorda. E personaggi che devono fare i conti non solo con ciò che è accaduto, ma con ciò che viene loro continuamente attribuito.
Nel corso dell’intervista, Francesca Valtorta ha parlato del lavoro sul set e dell’esperienza in un racconto corale, soffermandosi sull’importanza di dare tempo ai personaggi, di non spiegarli troppo, di lasciarli esistere anche nelle loro zone d’ombra. Un approccio che riflette una precisa idea di recitazione: fatta di sottrazione, ascolto e fiducia nella scrittura.
- VIDEO | Guarda qui l’intervista completa:
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