ROMA – La 37ª edizione del Trieste Film Festival assegna l’Eastern Star Award a Ildikó Enyedi, regista ungherese tra le figure più autorevoli del cinema europeo contemporaneo. Il riconoscimento viene conferito ogni anno a una personalità che, attraverso il proprio lavoro, ha saputo costruire un dialogo culturale tra Europa orientale e occidentale, incarnando i valori fondanti della manifestazione.
Enyedi sarà presente a Trieste sabato 24 gennaio, al Politeama Rossetti, dove alle ore 20 parteciperà alla cerimonia di premiazione seguita dalla proiezione del suo ultimo film, Silent Friend. Nel corso della giornata, alle ore 17, incontrerà inoltre il pubblico in una masterclass dedicata al suo percorso artistico. A motivare la scelta è intervenuta la direttrice artistica del festival Nicoletta Romeo, che ha sottolineato come Enyedi rappresenti una delle voci più originali del cinema ungherese, capace fin dagli esordi di interrogarsi sul ruolo delle donne nella società, intrecciando sguardo scientifico, memoria storica, arte e pensiero femminista in un linguaggio cinematografico personale e riconoscibile. Nata a Budapest nel 1955, Ildikó Enyedi è membro della European Film Academy e dell’Academy of Motion Picture Arts and Sciences. Nel corso della sua carriera ha ricevuto oltre quaranta premi internazionali e ha partecipato ai maggiori festival cinematografici anche in veste di giurata. Il Trieste Film Festival ha accompagnato il suo percorso nel tempo, ospitando Il mio XX secolo già nella prima edizione del 1990, Simon mágus nel 2000 e Storia di mia moglie nel 2022.
Nel palmarès di quest’anno rientra anche lo storico Premio CEI (Central European Initiative), del valore di 3.000 euro, assegnato al film che meglio interpreta la complessità del presente e il dialogo tra culture. Il riconoscimento va a Electing Ms Santa di Raisa Răzmeriță (MD, 2025), presentato al Trieste Film Festival in anteprima nazionale all’interno del concorso documentari. Il film segue la vicenda di Elena, una donna di 42 anni che vive in un remoto villaggio moldavo e intraprende un percorso di emancipazione personale, sfidando aspettative sociali e familiari per ripensare il proprio futuro. La premiazione del Trieste Film Festival è prevista per la serata del 23 gennaio al Politeama Rossetti.
Il Cinema Warrior Award 2026 è stato invece attribuito a U Cinemittu, una realtà simbolo della resistenza culturale cinematografica. Con appena dodici posti, è la sala più piccola d’Italia e ha contribuito alla rinascita del borgo di Longone Sabino, in provincia di Rieti. Il premio riconosce l’impegno, spesso silenzioso e ostinato, di chi lavora dietro le quinte per mantenere viva la passione per il cinema. Tra i promotori del progetto figura anche l’attore Luca Marinelli.
Tra i momenti più attesi del Trieste Film Festival, la presentazione di Silent Friend, l’opera più recente di Enyedi, già passata in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia, dove Luna Wedler ha ricevuto il Premio Marcello Mastroianni. Ambientato in un giardino botanico di una città universitaria medievale tedesca, il film attraversa oltre un secolo di storia osservato dal punto di vista di un maestoso albero di ginkgo. Dal 1908 al 2020, tre vite umane si intrecciano sotto lo sguardo silenzioso della natura, che diventa forza trasformativa e misteriosa, capace di influenzare i destini dei protagonisti.
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