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INTERVISTA I Roberto Mariotti e Elena Arvigo: «In questo film tutto rimanda ad una gabbia»

“L’acqua non è mai ferma” di Roberto Mariotti è stato presentato al Rome Independent Film Festival il 21 novembre e, per l’occasione, noi di Hot Corn abbiamo intervistato il regista e l’attrice Elena Arvigo.

ROMA – Negli scorsi giorni la XXIV edizione del Rome Independent Film Festival si è aperta con L’acqua non è mai ferma, diretto da Roberto Mariotti e scritto da Ilaria Jovine: un’opera che esplora il lato oscuro e profondo dell’animo umano. Mariotti e Jovine avevano già collaborato in precedenza con i documentari Telling My Son’s Land e C’era una volta la terra. Il tema che questo sodalizio artistico affronta stavolta è l’ineluttabilità di una relazione tossica e dei meccanismi psicologici che la alimentano, all’interno di un’atmosfera neo-noir. La provincia soffocante e claustrofobica in cui vivono i protagonisti diventa metafora del loro rapporto, ormai simile a una gabbia invisibile: prigionieri di convenzioni sociali, senso di colpa e di una reputazione da preservare che pesa come una condanna. In realtà entrambi sono alla ricerca disperata di libertà, quella vera e pura, che nasce dal bisogno di ritrovare sé stessi.

L’acqua non è mai ferma si apre con un fitto temporale, che entra a turbare la tranquillità di un borgo di provincia e con l’arrivo di un uomo misterioso e di poche parole (Stefano Fresi). È un agente di commercio e desidera affittare l’appartamento di proprietà di Gustavo Gentili (Toni Garrani), uomo perbene, benestante e ormai in pensione. Sembra però più interessato alla precedente inquilina: una donna enigmatica di nome Vittoria (Elena Arvigo), di cui si sono perse le tracce da anni. Ma la ricerca di ciò che si cela dietro le apparenze genera inquietudine e smaschera false certezze. La verità, prima o poi, viene sempre a galla.

In L’acqua non è mai ferma, Elena Arvigo interpreta Vittoria: attrice e regista di grande sensibilità, figura di spicco nel panorama teatrale, ha collaborato con registi del calibro di Emanuele Crialese, Daniele Luchetti e Stefano Mordini, mantenendo sempre un’attenzione particolare ai diritti delle donne nelle sue interpretazioni. Nel ruolo di Vittoria, Arvigo lotta per la propria indipendenza e libertà. Stefano Fresi, vincitore di un Nastro d’Argento come miglior attore protagonista, interpreta invece l’uomo misterioso: una sorta di Maigret contemporaneo che indaga non solo sui fatti, ma sulle crepe dell’animo umano, con un fare costantemente enigmatico. Infine Toni Garrani, attore e voce radiofonica di grande esperienza, dà vita a Gustavo Gentili, personaggio che incarna pienamente il senso di ambiguità del film.

In occasione del RIFF abbiamo intervistato Roberto Mariotti ed Elena Arvigo per L’acqua non è mai ferma. Mariotti ci ha parlato del continuo rimando, nel film, all’idea di una “gabbia”: la volontà di imprigionare i personaggi, costringendoli in spazi ristretti e via via più angusti, come metafora di “animali in gabbia”. Ci ha poi raccontato come sia riuscito a distinguersi da ciò che è già stato visto nel racconto di una relazione tossica. Arvigo, invece, ci ha parlato del suo rapporto con il personaggio di Vittoria, della poesia con cui è stato scritto e dell’elemento dell’acqua che l’ha colpita. L’acqua non è mai ferma è un omaggio al cinema noir delle origini in chiave contemporanea, una riflessione profonda sul possesso e sull’ossessione: la storia di un uomo che rincorre una donna che vuole la sua libertà. Un film che, attraverso atmosfere cupe e rarefatte, diventa una metafora dell’animo umano, con le sue contraddizioni, le sue derive e la sua eterna ricerca di redenzione. Un racconto che, come l’acqua, scorre, muta e riflette, senza mai fermarsi davvero.

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