ROMA – Nel regno delle fiabe non c’è mai davvero un “vissero felici e contenti”. E infatti Cenerentola è pronta a rinascere – di nuovo – ma da una prospettiva inedita: quella delle fate madrine. A portare questo incantesimo su Disney+ sarà Jennifer Lopez, che si conferma regina non solo del pop, ma anche della produzione televisiva. Con la sua Nuyorican Productions, affiancherà Skydance Television e Concord Originals in un progetto che promette di rivoluzionare il classico di Rodgers & Hammerstein trasformandolo in una limited musical series per lo streaming.
Ancora in fase di sviluppo – e già al centro di una contesa tra Disney e Amazon – la serie racconterà l’universo di Cenerentola attraverso lo sguardo ironico, potente e magico di chi solitamente resta sullo sfondo: le fate madrine. E a guidare la scrittura sarà Rachel Shukert, già dietro The Baby-Sitters Club e parte del team creativo di The Handmaid’s Tale e Nine Perfect Strangers. Il risultato? Una riscrittura audace, tra musica, incanto e – perché no – un pizzico di ribellione.
Il progetto attingerà all’archivio musicale di Concord – lo stesso che custodisce alcuni dei titoli più iconici del musical americano – per costruire una colonna sonora che sia tanto nostalgica quanto capace di parlare al presente. Perché l’obiettivo non è solo rispolverare un grande classico, ma reimmaginarlo con occhi nuovi, liberandolo dagli stereotipi e restituendo centralità a personaggi femminili spesso lasciati ai margini del racconto.
Cenerentola, del resto, è una storia che non smette mai di trasformarsi. Pensata inizialmente per la tv nel 1957 – con una giovanissima Julie Andrews e oltre 100 milioni di spettatori – ha avuto nel tempo molteplici reincarnazioni, da quella del 1965 con Lesley Ann Warren a quella del 1997 con Brandy e Whitney Houston. Oggi tocca a una nuova generazione. Una versione 2020s-friendly, fatta di empowerment, humour e magia pop.
Accanto a Jennifer Lopez e Rachel Shukert, il team creativo include Elaine Goldsmith-Thomas, Benny Medina, Sophia Dilley, Scott Pascucci e Bill Bost. Una squadra che sembra uscita da una writers’ room dei sogni, pronta a trasformare una favola antica in una storia contemporanea. Senza carrozze di zucca, forse, ma con tutta la forza narrativa di chi sa che anche le fate madrine hanno qualcosa da dire.
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