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Vince Vaughn, Mel Gibson, Venezia andata e ritorno: il cinema di S. Craig Zahler

Dalla folgorazione di Cell Block 99 a Dragged Across Concrete: alla scoperta di un regista rivelazione

dragged across concrete

Venezia, andata e ritorno. Precisamente un anno fa, al Lido, prima della proiezione di mezzanotte che fece sobbalzare la platea, il regista S. Craig Zahler, nonostante portasse un titolo esplosivo, arrivò un po’ in sordina. Si presentò al photocall in pieno stile metal: jeans neri, stivali, t-shirt dei The Seven Ups, band heavey groove nativa australiana. Infatti, Zahler, nato a Miami, non solo è uno dei registi contemporanei da tenere d’occhio, ma è pure un batterista e autore musicale (naturalmente hard e metal), nonché apprezzato scrittore e romanziere (e i suoi libri, dal western allo sci-fi, hanno avuto l’attenzione di nomi come Joe R. Lansdale, Walter Hill e Jack Ketchum).

S. Craig Zahler, lo scorso anno a Venezia.

Ma, la (sua) materia scottante è il cinema. Un cinema crudo, violento, livido. Non ha premure di allietare lo spettatore, anzi. Lo immobilizza fino a togliergli l’aria, rinchiudendolo in una matriosca che non conosce fine. Partiamo da una scena, in quel Cell Block 99 che, proprio alla Mostra di Venezia, fece contorcere le budella ai più deboli di stomaco. Un calvo e mostruoso Vince Vaughn distrugge, a mani nude, la macchina di sua moglie. Una sequenza pazza, come è pazzo (nobilmente, in un certo senso) il Bradley Thomas di Vaughn, protagonista del film. Ex pugile, con una croce nera tatuata sulla nuca, andamento dolente, mani grosse. Prova a redimersi ma non ci riesce, viene buttato in carcere. Ricattato e disperato, Bradley è stracolmo di rabbia: non ha freni, così come il film di Zahler non stacca mai la presa dal collo della vittima.

cell block 99
Vince Vaughn, lividissimo, e Don Johnson, in una scena di Cell Block 99.

E nel film, la regia di Zahler, pare quella di Refn o di Aronofsky. Una provocazione? No, perché lo stile di Zahler, è quello di The Wrestler, di Only Good Forgive, di Drive. C’è vendetta nel suo cinema, ripresa di spalle, senza giudicarla. Così, Zahler, non ha pietà di nulla. Del resto, Bradley/Vaughn, alle prese con un luciferino Don Johnson, non può averla, in una scatola cinese costruita da un regista che proprio non vuole risparmiare nulla. Cell Block 99 (inedito che potete recuperare su CHILI) è un candelotto di dinamite, appoggiato su diversi strati fino al disturbante, epilogo. Vaugh firma una performance inaspettata e riuscita, con il regista che conferma quello che aveva fatto intravedere nel 2015, con l’esordio, nel Far West, di un altro titolo assurdo: Bone Tomahawk. Brutale e perverso, il film (pure lui inedito, ma che trovate sempre su CHILI), un po’ horror un po’ western, un po’ Raimi un po’ Romero, ha per protagonista un gruppo di attori da urlo: lo sceriffo Kurt Russell, Richard Jenkins, Patrick Wilson, Matthew Fox. Insieme per dare la caccia ad una tribù di cannibali.

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Richard Kenkins, Kurt Russell e Matthew Fox in Bone Tomahawk.

Venezia, andata e ritorno, dicevamo. Prima con Vince Vaughn e, ora, con i biglietti già pronti, portandosi dietro pure un certo Mel Gibson. La coppia, così, diventa un terzetto di quelli atomici, in uno dei titoli più attesi in programma a #Venezia75. Infatti, del terzo film di Zahler, Dragged Across Concrete (Fuori Concorso), sappiamo appena un paio di righe di trama: due poliziotti, uno anziano, l’altro più giovane, che vengono sospesi dal servizio per le loro maniere – diciamo – eccessive, venute a galla per mezzo di un video diffuso dai media. Così, a corto di idee e soldi, i due si calano nel sottobosco criminale, a caccia di giustizia.

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Dragged Across Concrete: Vince Vaughn e Mel Gibson.

«Volevo fare un poliziesco carico di suspense interpretato da un cast corale, Taxi driver, Quel pomeriggio di un giorno da cani, Piombo rovente». Ha annotato Zahler, in merito all’arrivo a Venezia. «Mel Gibson è Ridgeman, il poliziotto istintivo e amareggiato. Vince Vaughn è il magistrale antagonista. L’acuto Tory Kittles e il poliedrico Michael Jai White vestono i panni delle controparti malavitose. La bravissima Jennifer Carpenter è un’altra importante tessera del mosaico. La fiducia riposta dal cast nella film, insieme all’affidabilità del direttore della fotografia Benji Bakshi, mi hanno aiutato a dirigere questa articolata produzione, e a realizzare un film che sono entusiasta di mostrare in anteprima a Venezia». E che noi non vediamo l’ora di vedere. Maneggiandolo con cura, naturalmente.

Volete rivedere i film di S. Craig Zahler? Li trovate su CHILI: Cell Block 99 e Bone Thomahawk

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