VENEZIA – Un esordio che nasce dall’incontro tra storia e immaginazione. La salita, presentato alle Giornate degli Autori alla Mostra del Cinema di Venezia, segna il debutto alla regia di Massimiliano Gallo e racconta una pagina poco nota della Napoli del 1983. Il film prende le mosse da due eventi reali: il trasferimento temporaneo di alcune detenute del carcere femminile di Pozzuoli all’istituto minorile di Nisida, a causa dei danni provocati dal bradisismo, e l’attività di Eduardo De Filippo che, da Senatore a vita, decise di portare il teatro all’interno del carcere, coinvolgendo i ragazzi reclusi in corsi di recitazione e scenotecnica.
Nella nostra intervista realizzata da Dario Cangemi, Massimiliano Gallo e il cast raccontano le sfide di un’opera prima che mescola documenti d’archivio, memoria collettiva e invenzione artistica. Un progetto che porta sullo schermo il valore civile del teatro di De Filippo e che riflette sulla possibilità di rinascita attraverso l’arte. Un film che, proprio come il suo titolo, diventa metafora di un percorso faticoso ma necessario: quello di chi cerca nella cultura e nella creatività una strada per risalire.
- VIDEO | Guarda qui l’intervista al cast de La salita:
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